Crea sito

Fortunati, riecco gli striscioni

la Provincia Pavese — 28 novembre 2009    pagina 59   sezione: SPORT

 PAVIA.

Domani, dopo due anni e mezzo, al Fortunati torneranno gli striscioni dei tifosi del Pavia. O meglio, per adesso ne torna di sicuro uno, quello del gruppo di supporter «Zuppa alla Pavese». Intanto per la gara contro il Carpenedolo, il Pavia recupera sia Pavoletti che Ferretti, fermi giovedì per qualche acciacco che si è rivelato però cosa di poco conto. Si allunga invece lo stop per Daffara.  Al terzino destro, infatti, è stata riscontrata la frattura dello scafoide (ossicino dell’articolazione del polso) oltre che dell’ulna. Il difensore dovrà quindi portare il gesso per quaranta giorni, anche se le cose non cambiano molto per quanto riguarda il suo ritorno in campo, che dovrebbe avvenire già dopo la sosta natalizia, il 10 gennaio. Già oggi lo staff medico dovrebbe ingessare la parte fratturata, quindi il massofisioterapista del club azzurro, Dario Setti, realizzerà una protezione che consentirà a Daffara di allenarsi anche con il gesso.  
Tornando alla questione striscioni, da due anni e mezzo quelli dei tifosi del Pavia erano di fatto banditi al Fortunati. Paradossalmente, entravano quelli dei tifosi avversari (se ne sono visti, e anche con qualche richiamo al fascismo, in occasione di Pavia-Spezia). Ma con tenacia Paolo Venturini, rappresentante della Zuppa alla Pavese, è riuscito a farsi autorizzare dalla Questura a esporre lo striscione «Povar ma gnuc», motto del gruppo di tifosi, che è stato giudicato - e c’erano pochi dubbi - «non offensivo, ingiurioso o comunque vietato dalle vigenti normative quali espressioni di razzismo, antisemitismo, vilipendio, ecc.». Ma nonostante questo, non è stata semplice. «La precedente dirigenza del Pavia - spiega Venturini - non voleva striscioni allo stadio, ma adesso c’è un atteggiamento diverso da parte della famiglia Zanchi, che tra l’altro ha avviato una serie di iniziative che vanno nella giusta direzione per portare più gente al Fortunati. Ad agosto ho fatto regolare richiesta in Questura per esporre il nostro striscione, ma mi hanno chiesto una serie di documenti, anche l’autorizzazione dei vigili del fuoco.
Alla fine, grazie anche al supporto di un avvocato, sono stato autorizzato. Erano due anni e mezzo, dall’entrata in vigore del decreto Pisanu, che gli striscioni erano di fatto banditi». Anche se poi se ne vedevano dei tifosi avversari: «La spiegazione ufficiale è che quelli entravano per motivi di ordine pubblico...». D’altra parte, in trasferta la «Zuppa alla Pavese» non ha mai avuti problemi: «Inviavamo il fax con la richiesta sette giorni prima della gara. Ci hanno sempre consentito di esporre il nostro striscione, senza alcun problema».

Luca Simeone