CALCIOSCOMMESSE: ARTICOLI APPARSI SU "LA REPUBBLICA" DAL 12 AL 14 MAGGIO 2004....
IL COMMENTO
Povero calcio italiano
di MICHELE SERRA
Il calcio italiano, non bastassero i bilanci con le toppe e il
caos politico-amministrativo, è di nuovo nella guazza delle partite truccate. L'inchiesta
è partita da Napoli, dove la camorra, dai tempi del Totonero, tiene sempre qualche
saracinesca aperta per chi vuole combinare i risultati e pilotare le scommesse. Le quattro
società di serie A coinvolte (Lecce, Reggina, Siena, Chievo) si dicono parte lesa ed è
possibile che abbiano ragione.
L'impressione, dalle prime notizie, è che gli accordi illeciti fossero presi,
all'insaputa di allenatori e società, tra calciatori dall'etica molto lasca e dalla
memoria cortissima (molti loro colleghi, in passato, sono stati inquisiti e puniti per gli
stessi traffici).
Di differente, rispetto alle vere e proprie retate che nei favolosi Ottanta fecero del
calcioscommesse un classico del malcostume e dell'avidità nazionali, c'è la semicomica
novità di Internet: pare che molte combines siano state decise per posta elettronica, che
dal punto di vista della privacy è un noto colabrodo.
A parte questa evoluzione tecnologica, buona per gli sceneggiatori che volessero trarne
una commediola noir (l'imbroglione non telefona più dal retro di un bar con gli occhiali
neri, ma digita in mutande a casa sua), l'atmosfera socio-ambientale rimane più o meno la
stessa degli anni ruggenti: giovanotti di buono stipendio che per poche migliaia di euro
sottobanco ed esentasse sono disposti a sputtanarsi la carriera, e il solito entourage di
amiconi da discoteca che promettono e minacciano, blandiscono e ricattano.
Profilo etico bassissimo, e questo è ovvio, intelligenza e cultura entrambe da anno zero,
con serie e inevitabili domande sulla complessiva moralità di uno sport sempre molto
permeabile al quattrino facile e refrattario alle domande difficili.
Evidentemente, i cattivi esempi messi a nudo e le punizioni severe hanno un effetto assai
blando, rispetto all'invincibile inerzia di certi meccanismi perversi della psiche di
certi giovani in carriera.
Ci ha sbalordito a più riprese la pertinacia con la quale molti ciclisti si dopano e
ridopano nonostante i controlli, le squalifiche, le retate, la gogna dei titoli di
giornale, da ultima la fine para-suicida del povero Pantani, drogato da morire, drogato da
morirci.
Ugualmente avvilente è la ricaduta periodica di gruppetti di calciatori nella manfrina
sporca dei risultati combinati, oneste partite di provincia (comunque in schedina, e
comunque pagate fior di quattrini da tifosi e abbonati tivù) straccamente condotte al
pareggio, stipendi arrotondati (neanche tanto, per giunta) simulando un buco difensivo o
ingoffandosi davanti alla porta, reputazioni rovinate per diventare ancora più amici
dell'amico maneggione conosciuto in chissà quale sotto-premiazione di paese, in chissà
quale sauna di albergo.
Le mele marce, certo. Molto ben collocate nel cesto, però, almeno a giudicare dal fatto
che molti risultati delle partite sospette sono stati esattamente quelli prestabiliti al
sabato da uno o due giocatori soltanto. Tanto da pensare che, in certi spogliatoi, in
certi ritiri, la puzza delle mele marce venga avvertita solo quando arriva il primo avviso
di garanzia.
Spiace particolarmente che nella nuova bufera sia coinvolta anche una squadra come il
Chievo, che tutti considerano la sola vera e pulita sorpresa del calcio italiano recente,
massimo rendimento con minima potenza economica, lo spirito del calcio-calcio che arriva a
lambire l'alta classifica. Ascolteremo con particolare rispetto e attenzione quanto
diranno il giovane presidente Campedelli, così diverso da tanti ricchi e arroganti
colleghi, e l'allenatore Del Neri, che le intercettazioni degli inquirenti già dicono
all'oscuro dei fatti. Li ascolteremo per capire perché nemmeno una gestione pansportiva e
contagiosamente serena di uno sport che di sportivo e di sereno ha sempre di meno, riesce
a tenere al riparo la trasparenza dei risultati sul campo.
Nel frattempo, resta il penoso spettacolo di una manciata di ragazzoni che avevano già
tutto, soldi e veline (o almeno viceveline), auto sportive e fama, ma evidentemente non lo
sapevano. Poveri loro e povero un calcio che chiude ormai ogni campionato aprendo le sue
sentine.
Un'intercettazione del
portiere Rossi chiama in causa le società
Interrogati gli allenatori dei due club. Del Neri sarebbe estraneo
Scommesse, i pm indagano su ipotesi
accordo Chievo-Siena
Il tecnico veronese: "I pm fanno il loro dovere, il calcio è
sano"
Il Coni annuncia che si costituirà parte civile
NAPOLI - Una sorta di accordo generale, al quale avrebbero
partecipato le stesse società. Un sospetto che nasce da una conversazione intercettata
sulla quale gli inquirenti intendono fare chiarezza. Comincia da Chievo-Siena (1-1 del 21
marzo scorso) la prima tornata di interrogatori nell'ambito della nuova inchiesta sul
calcio scommesse.
Dirigenti e i due allenatori di Chievo e Siena, Giuseppe Papadopulo e Gigi Del Neri, sono
stati convocati in qualità di testimoni nella sede della Dia (Direzione investigativa
antimafia) di Napoli per essere ascoltati dai pm Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci,
titolari dell'inchiesta.
Dalle poche indiscrezioni trapelate, tutti hanno negato di essere a conoscenza di fatti
illeciti. I magistrati si sono soffermati in particolare sulla presunta combine di
Chievo-Siena. Una circostanza che emerge da una intercettazione telefonica fatta a poche
ore dall'inizio del match.
L'ex portiere della compagine toscana Generoso Rossi, parlando con Salvatore Ambrosino
(centrocampista del Grosseto), dice: "Addirittura le società sono andate a
parlare...società e società sono andate a parlare". Gli inquirenti sospettano di un
accordo generale al quale, sulla base delle parole dello stesso Rossi, sarebbe stato
estraneo il solo Del Neri ("ha detto Del Neri che vuole giocare..").
Il tecnico della compagine veronese non dà assolutamente credito a questo scenario.
"Secondo di me il mondo del calcio è sano", dichiara ai giornalisti prima di
entrare negli uffici della Dia. "I magistrati - ha aggiunto - fanno il loro dovere.
Vedrò come è andata, cosa è successo. Sono molto dispiaciuto perché a me piace fare il
calcio non questi discorsi".
Nella onestà dell'ambiente dice di credere anche Walter Scapigliati, direttore generale
del Siena: "Il mondo del calcio non è questo. E' stata una brutta esperienza alla
quale non siamo abituati". Vanno via in silenzio gli altri testimoni: Papadopulo, e
l'altro dirigente della società toscana, Nelso Ricci.
Le domande non hanno riguardato soltanto la partita "incriminata". I pm hanno
chiesto informazioni sul comportamento, in campo e fuori, di alcuni giocatori e hanno
domandato perchè mai il portiere Rossi nei mesi scorsi sia stato messo fuori
"rosa".
I magistrati e i carabinieri proseguiranno domani l'esame della documentazione sequestrata
durante le perquisizioni nelle sedi delle dodici società - che militano nei campionati di
seria A, B e C - coinvolte e dei cinque giocatori indagati. Gli inquirenti smentiscono che
al momento siano emersi indizi su altre società e che vi sia stata l'iscrizione di nuovi
nomi nel registro degli indagati.
E' probabile, anche se la circostanza non trova conferme ufficiali in ambito
investigativo, che anche domani possa essere una giornata di interrogatori, sempre come
persone informate dei fatti, di altri dirigenti di società.
Il portiere Rossi:
"Nessuno di noi può prevedere i risultati"
Sequestrate ai giocatori ricevute di
giocate "consistenti"
Prove di puntate vincenti di oltre cinquemila euro
Appello dei magistrati: "Basta con l'omertà"
NAPOLI - Ricevute relative a scommesse vincenti su partite
dei campionati di calcio in corso sono state sequestrate dai carabinieri. Si tratterebbe
sia di scommesse "regolari" (ma riguardanti anche partite sotto osservazione),
sia in alcuni casi di giocate al totonero. Da indiscrezioni trapelano anche l'esistenza di
puntate di oltre 5000 euro.
Alcune puntate riguarderebbero il "filotto" di cinque partite del 18 marzo
scorso che, secondo una telefonata intercettata sull'utenza dell'ex portiere del Siena
Generoso Rossi, sarebbero state combinate. E cioè: Chievo-Reggina 0-0; Ascoli-Piacenza
0-0; Crotone-Fermana 3-0; Taranto-Catanzaro 0-1; Lumezzane-Torres 0-0. All'esame degli
investigatori, oltre alle giocate, anche biglietti indicanti le quote nonchè appunti
relativi alle partite. L'avvocato di Rossi ha smentito che in casa del suo assistito siano
state sequestrate ricevute.
Gli inquirenti devono fare i conti anche con la scarsa collaborazione dal mondo del
calcio, come dimostrerebbe l'atteggiamento di chiusura manifestato nel corso delle
indagini. "Il mondo del calcio collabori, basta con l'omertà", è l'appello
rivolto dai magistrati che da stamattina stanno esaminando i documenti sequestrati. I
giudici intendono in qualità di testimoni altri dirigenti delle società coinvolte.
Intanto il Siena è tornato ad allenarsi. A fine pomeriggio, il capitano Magnani ha
parlato a nome di tutti: "In questa spiacevolissima vicenda riteniamo giusto essere
accanto ai nostri compagni, nella speranza che sia infondato tutto quello di cui si è
parlato. La nostra gioia per il risultato del campionato ora è un pò strozzata, ma
nessuno al mondo può mettere in dubbio la nostra salvezza". Ventola ha poi aggiunto:
"Contro di me non c'è nulla, questa storia sta rovinando la mia vita e la mia
famiglia".
Da Napoli ha parlato Generoso Rossi, il portiere al centro dello scandalo: "Lo choc
è incredibile: non è una cosa bella vedere il proprio viso mostrato in tutte le tv di
Italia. Cosa temo? Niente. Ribadisco la mia tranquillità, poi una volta a colloquio con i
magistrati dirò tutto quello che c'è da dire. Sono a loro completa disposizione. Nessuno
di noi può sapere in anticipo il risultato di una partita. Sono solo ipotesi tecniche che
tra calciatori si fanno".
12 maggio 2004)
Il giocatore ha rescisso il
contratto con il Siena il 6 aprile
Ma continuava a chiamare i compagni. Le intercettazioni
I pronostici al telefono di Rossi il
portiere che vedeva il futuro
di GIOVANNI MARINO
NAPOLI - E' il 16 aprile, un venerdì. Generoso Rossi
ormai non è più al seguito della squadra. Ma resta in contatto con i suoi compagni. Alle
20,50 e poi alle 23,28 parla al telefono con il centrocampista del Siena Roberto D'Aversa.
"Che si trova in ritiro prima di un incontro assieme a Nicola Ventola, anch'egli
della compagine toscana - scrive la Procura - e su esplicita richiesta di quest'ultimo
comunica i risultati di 5 partite che si sarebbero giocate domenica 18". Rossi usa un
linguaggio da totocalcio: "Chievo pari, Ascoli pari, Crotone 1, Catanzaro 2 e forse
Lumezzane X". Gli investigatori attendono la domenica sera. E scoprono che il
portiere non ha sbagliato un colpo: 5 su 5. Il Crotone che batte 3 a 0 la Fermana; il
Lumezzane che impatta senza reti contro la Torres; il Taranto che perde in casa per 1 a 0
con il Catanzaro; gli 0 a 0 di Ascoli-Piacenza e Chievo-Reggina. Per i pubblici ministeri
Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci, quella domenica 18 aprile è importante perché dà
corpo ai loro sospetti di calcioscommesse.
Scrivono i procuratori: "Nel corso delle intercettazioni sono stati acquisiti indizi
concreti sull'esistenza di una articolata organizzazione che ha certamente condizionato i
risultati e, dunque, le classifiche del campionato in corso relativamente alle serie A, B,
C". Aggiungono, le indagini di carabinieri e Dia "dimostrano la non
occasionalità di accordi volti a condizionare incontri di calcio; la diffusione del
meccanismo a molteplici compagini societarie; la strumentalità del condizionamento delle
partite di calcio rispetto al conseguimento di indebiti arricchimenti; il coinvolgimento,
accanto ai tesserati della Federazione gioco calcio, di persone esterne, talvolta
collegate ad ambienti camorristici o malavitosi".
La Procura insiste sul ruolo di Rossi: "Nei molteplici contatti registrati ha
evidenziato di essere partecipe di una stabile articolatissima organizzazione che ha lo
scopo di condizionare preventivamente taluni risultati perché sia possibile scommettere
attraverso punti Snai o, più frequentemente, tramite bookmaker esteri cui ci si collega
via Internet, con la certezza di conseguire grosse vincite".
Per i pubblici ministeri, anche quando Rossi avrebbe trovato ostacoli nel combinare gli
incontri, avrebbe comunque dimostrato "l'esistenza di collaudati meccanismi di
condizionamento, di cui sono partecipi numerosi addetti ai lavori". E a tal proposito
citano l'intercettazione di domenica 21 marzo. Siamo a poche ore dall'incontro
Chievo-Siena, poi finito uno pari. Rossi parla con un altro calciatore, Salvatore
Ambrosino, che gioca nel Grosseto. E gli lascia capire di non esser certo del risultato
finale perché l'allenatore dei veneti, Luigi Del Neri, non vuol saperne di accomodamenti.
Rossi: "Il direttore ha parlato con coso... tutti d'accordo, tranne
l'allenatore". Alle 9,49 dello stesso giorno c'era stata un'altra telefonata, dello
stesso tenore: "Addirittura le società sono andate a parlare, ma ha detto Del Neri
che vuole giocare".
Gli investigatori ipotizzano lauti guadagni nel calcioscommesse, ma non li quantificano.
In una conversazione ancora fra Rossi e Ambrosino però, il portiere parla di denaro. E'
martedì 23 marzo, sono le 19,28 si discute di Siena-Udinese che si giocherà la
successiva domenica (con vittoria dei toscani per 1 a 0), facendo riferimento alla
possibilità di condizionare il risultato. Rossi dice: "Prendiamo trenta-quarantamila
eruo". E Ambrosino: "Ma chi conoscete, conoscete qualcuno da quella
parte?". La replica del portiere: "Boh, non lo so, devo vedere gli altri".
Inizialmente, afferma l'accusa, Rossi ha rappresentato in modo criptico ai suoi
interlocutori i risultati delle partite. Come il 7 marzo alle 11,49, poco prima del match
fra Lecce e Siena (0 a 0). Il portiere dice all'indagato Angelo Mazzella Di Bosco:
"E' tosta perché loro stanno andando bene, hai capito?". Secondo la Procura,
lasciandogli intendere che finirà in pareggio.
L'indagine va avanti ma qualcuno potrebbe avere avvertito gli indagati. Gli investigatori
lo comprendono ascoltando il calciatore Ambrosino. Che viene messo in guardia da un tal
Gianni: "Non parlare per telefono, Sasà, con niente e con nessuno; ti prego per te,
lascia stare tutto perché siamo tutti sotto la cosa". Poi è lo stesso giocatore a
rilanciare l'allarme: "Procurati qualcosa per parlare perché è meglio, me lo ha
detto pure Gianni: non parlare di niente, di niente".
I magistrati credono inoltre che il calcioscommesse sia dilagato proprio ora, sul finire
dei tornei. Scrivono: "Sono state intercettate rilevanti conversazioni sull'utenza di
Ambrosino nel corso delle quali appare evidente come, in questo finale di campionato, le
partite truccate siano moltissime". In particolare, sostengono, nelle categorie
inferiori: "Si delinea un quadro di completa falsificazione dei risultati della C1 e
C2".
Carraro si muove,
Berlusconi convoca Pescante. Carraro
contento per l'inchiesta. Molti club pronti ad attaccare
Scommesse, indagine Federcalcio
In arrivo una raffica di ricorsi
di FULVIO BIANCHI
ROMA - "Il campionato non finirà domenica
prossima": Modena ed Empoli, due club coinvolti nella lotta-salvezza, si sono
costituiti subito parte lesa nel procedimento penale e hanno inviato 13 raccomandate al
ministro Urbani, a Pescante, al Coni, alla Figc e alla Lega Calcio. I due club chiedono,
come ci spiega l'avvocato Mattia Grassani, legale del Modena, "che Siena, Lecce e
Chievo vengano penalizzate in questa stagione, e non nella prossima". Perché
"è chiara la responsabilità oggettiva di questi club". Il presidente
dell'Empoli, Fabrizio Corsi, attacca tutti: "Vorrei sapere di chi sono le azioni del
Perugia, e anche di chi è il pacchetto azionario della Roma. Sono risposte che qualcuno
mi potrebbe anche dare. Si sente dire che ci sono società, grandi e piccole che hanno
milioni di debito di Irpef: qualcosa non funziona visto che continuano ad accumulare
debiti".
Si apre un nuovo capitolo, inquietante: l'Atalanta ha già chiesto 25 milioni di danni ai
dirigenti della Figc. Il Livorno ha annunciato che non riconosce il campionato a 24
squadre e quindi si ritiene già promosso in A. Ora Empoli e Modena vanno all'assalto
delle altre società.
Silvio Berlusconi, allarmato, ha convocato subito a Palazzo Grazioli, ieri sera, Mario
Pescante, il sottosegretario vigilante sullo sport. Il mondo della politica studia sistemi
per evitare un'altra estate d'inferno, con il rischio-fallimento per molti club.
Ma Franco Carraro sembra sereno. "Sono contento...", le sue prime parole sul
nuovo scandalo. Sì, perché il numero 1 della Figc l'aveva detto anche a Berlusconi il 28
aprile quando era stato ricevuto a Palazzo Chigi e l'ha ribadito in una nota, ieri.
"Sono molto lieto che si faccia una lotta serrata a quelle scommesse che trovano
terreno di coltura in ambienti malavitosi e camorristici, come emerge dalle prime
risultanze dell'inchiesta giudiziaria. Auspichiamo da tempo controlli più severi e stiamo
ribadendo in tutte le sedi la richiesta di stroncare ogni forma di illegalità in questo
settore: situazioni che costituiscono anche un'illecita concorrenza alle scommesse
sportive legali che producono introiti a favore dello Stato e di tutto lo sport
italiano". La Figc comunque non starà a guardare, "e non guarderemo in faccia a
nessuno" assicurano da via Allegri. "Mi auguro - prosegue Carraro, favorevole ai
playout - che l'indagine della magistratura riveli comportamenti corretti da parte dei
nostri tesserati; ove così non fosse, sarebbero giuste punizioni appropriate. La Figc ha
già avviato l'Ufficio
Indagini che svolgerà il proprio compito con tempestività e serietà: se emergeranno
responsabilità di tesserati, scatteranno naturalmente anche le sanzioni di giustizia
sportiva". I giocatori, ai quali è proibito anche scommettere, rischiano in caso di
illecito sportivo una squalifica per un periodo minimo di tre anni. Per quanto riguarda i
club, potrebbero anche essere penalizzati di uno o più punti in classifica per illecito,
pena più blanda per omessa denuncia. E intanto il generale Italo Pappa, capo dell'Ufficio
Indagini, si è già messo in contatto coi magistrati: ma l'inchiesta sportiva sarà
lunga, difficile possa essere chiusa entro il 30 giugno. Presto inizieranno gli
interrogatori dei giocatori coinvolti: chi si rifiuta, sarà squalificato. Carraro e
Galliani sono per il pugno duro: non rischiano solo i calciatori, ma anche qualche club.
"Il campionato non finirà domenica". Pronti già i ricorsi ai Tar. Come
l'estate scorsa.