Calisti e l'appoggio al candidato sindaco Cattaneo
Provincia Pavese
Un patto tra due “azzurri” su fronti diversi Il presidente del
Pavia appoggia Cattaneo
PAVIA. Gli azzurri (calcistici) con gli azzurri (politici). Il Pavia Calcio,
nella persona del presidente Armando Calisti, ha espresso «pubblica vicinanza»
nei confronti del candidato sindaco del centrodestra Alessandro Cattaneo. «Siamo
con lui - ha dichiarato ieri il presidente al fianco di Cattaneo - speriamo di
poter lavorare insieme per portare qualcosa di nuovo nell’impiantistica e nel
sistema sportivo cittadino». «I presupposti di questo incontro - ha spiegato
Calisti - sono nati diversi mesi fa. Avevo incontrato Cattaneo quando non era
ancora candidato e avevamo trovato una grande sintonia, perché i suoi programmi
prevedono progetti in linea con le nostre idee. E’ arrivato il momento di
prendere decisioni importanti: auspico che per lo sport pavese le cose cambino».
Cattaneo, dal canto suo, dopo aver elogiato “gli sforzi della presidenza” che
hanno portato la squadra a un passo dalla serie B, ha attaccato
l’amministrazione passata definendola «un interlocutore fermo e disinteressato
alle esigenze delle società». «Le realtà sportive di Pavia - ha detto Cattaneo -
sono state completamente abbandonate. Per questo ci deve essere una forte
volontà politica ad investire nello sport. Le strutture migliori offrono un
servizio ai cittadini garantendo un ritorno sicuro degli investimenti. Ma in
tema di impianti siamo all’anno zero». «Nei nostri investimenti - ha aggiunto
Calisti - il Comune non ci ha mai supportato, al massimo ci ha sopportato».
Roberto Pasquinetti
Il Giorno, 24/05/2009

Provincia Pavese
Calisti è pronto a vendere
PAVIA. La famiglia Calisti è pronta a cedere il comando del Pavia calcio. Nel
frattempo, per la prossima stagione l’intenzione è di allestire una squadra in
grado di lottare per entrare nei playoff, pur confermando la politica dei
giovani e nei limiti delle possibilità economiche del club: ma prima bisognerà
trovarsi con gli altri soci. Lo dice Armando Calisti, dg del Pavia, che torna
poi anche sulla vicenda dell’appoggio al candidato sindaco del centrodestra,
Alessandro Cattaneo, riguardo al quale ha ricevuto l’attacco di una parte delle
tifoseria, in particolare il gruppo Zuppa alla Pavese, che pur sottolineando «la
piena libertà di ogni cittadino di sostenere chi più si sente politicamente
vicino», ribadisce che «questa discesa in campo non ci è piaciuta», anche perché
un club non è «mera proprietà di un singolo o di una cordata, ma anche un
simbolo della città e per questo, almeno in parte, di tutti».
In questi giorni un gruppo di tifosi le ha contestato l’appoggio a Cattaneo.
«Tutti anonimi, che non si firmano con nome e cognome e dicono sciocchezze».
C’è il gruppo “Zuppa alla Pavese”, che è stato tra i più vicini alla squadra,
sostenendola anche quando era ultima.
«Balle, sono solo alcuni di quelli che vengono allo stadio. Gli stessi che mi
hanno insultato per tutto l’anno».
L’appoggio a Cattaneo lo ha dato a titolo personale?
«No, a nome del Pavia calcio. Qualcuno non apprezza? Non m’interessa, nessuno è
obbligato a votarlo. Ognuno ha le sue idee, io le mie».
Quindi è stato concordato con gli altri soci?
«Ho già detto che il sostegno è a nome del Pavia calcio».
Lettera della Zuppa alla Pavese non pubblicata
Abbiamo appreso nei giorni scorsi l’appoggio che il Pavia calcio a nome del
suo Presidente, Armando Calisti,
ha formulato nei confronti di Alessandro Cattaneo, candidato sindaco per la PDL
al Comune di Pavia. In stile stelle a strisce, dunque, ha portato il suo “peso”
di gruppo di pressione all’interno della campagna elettorale.
Da parte nostra, sottolineando, se servisse ancora, la piena libertà di ogni
cittadino di sostenere chi più si sente politicamente vicino, ci teniamo a
sottolineare che questa discesa in campo (che finalmente ha pure un significato
sportivo e non solo pseudo politico) non ci è piaciuta. Non è nostro desiderio
apparire ancora una volta polemici nei confronti di una Società che, a dire il
vero, negli ultimi tre anni ha offerto qualcosa in più che un fianco a facili ed
evidenti critiche, ma continuiamo a rimanere perplessi sul fatto che un
sodalizio non sia una mera proprietà di un singolo o di una cordata, ma anche un
simbolo della città e per questo, almeno in parte, di tutti (quando una squadra
fallisce, per esempio, i libri si portano in Comune, non nei temporary store dei
candidati o nelle loro sedi).
Ci pare altresì strano che vi sia una presa di posizione così netta nei
confronti di un candidato, per cui è normale chiedersi cosa succederà sia nel
caso a prevalere fosse Cattaneo, che un altro aspirante alla scomoda sedia di
primo cittadino della nostra città. E poi, quali sono le intenzioni del Comune
nel caso di cambio di guida ideologica? La situazione sportiva di Pavia è
sconfortante e, sempre all’interno del contesto, pure umiliante al cospetto di
città che nulla hanno di più della nostra. Il quesito da porsi è se una
retrocessione, un play out e una salvezza all’ultima giornata siano imputabili
al Mezzabarba. E’ andata così? E da dove nasce tutto questo desiderio (a parole)
di portare in alto la squadra?
Chiudiamo con una considerazione: al di là del fatto che l’entrare in politica
attraverso il calcio sia ormai un filone strategico sfruttato, ci sovviene una
considerazione: visti i rapporti sgualciti tra la famiglia Calisti e la
tifoseria, che continua a seguire la squadra malgrado i magri risultati, non è
che Cattaneo possa perdere voti, anziché ottenerne dalla sottile tentazione che
si vorrebbe instillare nell’elettore?
Ingegner Calisti, ci dica piuttosto come intende operare in vista del centenario
del nostro povero Pavia. Il suo programma triennale è concluso, ricorda? E
adesso, cosa ci aspetta? O dobbiamo attendere il 21 giugno, se si andrà al
ballottaggio, persapere
se avremo un Pavia in grado di regalarci qualche gioia, anziché le ormai
abituali tristezze?
Provincia Pavese
28/5/2009
I tifosi del Pavia e Calisti che fa la scelta elettorale
Nell’intervista pubblicata il 27 maggio, Armando Calisti fa sfoggio della sua
abituale diplomazia, la stessa per intenderci che l’anno scorso lo ha portato a
fare il gesto dell’ombrello alla curva dopo la vittoria contro il Mezzocorona,
trattando da minus habens i tifosi del Pavia che si raccolgono attorno al forum
telematico paviacalcio.forumfree.net.
Questi bricconi - quasi tutti abbonati, peraltro - hanno infatti l’imperdonabile
colpa di aver rimproverato all’ingegnere il pubblico appoggio che il Pavia
Calcio (non lui o la sua famiglia: la società Pavia Calcio) ha concesso a uno
dei candidati impegnati nella contesa elettorale cittadina.
Siamo da qualche anno abituati alle brillanti uscite dell’ingegner Calisti e
riteniamo non valga la pena di articolare alcuna risposta.
Visto che però l’ingegner Calisti si lamenta dell’anonimato dietro il quale ci
nasconderemmo (facciamo finta di credergli: in realtà lo sa benissimo chi
siamo), desideriamo inviargli, in calce alla lettera, i nostri nomi e cognomi.
Alessandro Arrigo Giuliano Bisco Silvia Bossi Valerio Bossi Marco Callegari
Claudio Cambieri Anania Casale Claudio Cozzi Corrado Del Bò Luigino Furlan
Massimo Furlan Paolo Munari Fabio Muzzio Franco Novelli Willy Padovan Luca Pesci
Emiliano Rovati e Paolo Venturini Pavia
Questo l'originale.
Gentile Direttore,
nell’intervista pubblicata sul suo giornale il 27 maggio, Armando Calisti fa
sfoggio della sua abituale diplomazia, la stessa per intenderci che l’anno
scorso lo ha portato a fare il gesto dell’ombrello alla curva dopo la vittoria
contro il Mezzocorona, trattando da minus habens i tifosi del Pavia che si
raccolgono attorno al forum telematico paviacalcio.forumfree.net.
Questi bricconi – quasi tutti abbonati, peraltro – hanno infatti l’imperdonabile
colpa di aver rimproverato all’ingegnere il pubblico appoggio che il Pavia
Calcio (non lui o la sua famiglia: la società Pavia Calcio) ha concesso a uno
dei candidati impegnati nella contesa elettorale cittadina.
Siamo da qualche anno abituati alle brillanti uscite dell’ingegner Calisti e
riteniamo non valga la pena di articolare alcuna risposta, memori dell’aurea
massima di Oscar Wilde secondo la quale non vale la pena di discutere con
qualcuno non particolarmente acuto quando la gente potrebbe non cogliere la
differenza.
Visto che però l’ingegner Calisti si lamenta dell’anonimato dietro il quale ci
nasconderemmo (facciamo finta di credergli: in realtà lo sa benissimo chi
siamo), desideriamo inviargli, in calce alla lettera, i nostri nomi e cognomi.
Anche se, a leggere le novità di questi giorni sul futuro assetto societario,
non potrà più utilizzarli per le meschine ripicche verso i tifosi nelle quali,
da tre anni a questa parte, è ineguagliato maestro.