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ONORE ALLA FRANCIA PURCHE' SIA MODESTA

Repubblica — 19 giugno 1984 pagina 31 sezione: SPORT
LILLA, 19 - Seconda sosta di questi campionati d' Europa gloriosi a metà, fine del secondo turno di gare, classifiche più plausibili ma tutt' altro che decise. Per il cronista, che non si esalta affatto nel martirio, levatacce antelucane: i gurruli merlotti della Loira a consolarlo di tanta iattura: aereo di ritorno a Parigi, auto da Parigi a Lilla e a Lens, dove si giocava Germania-Romania. Caldo gradevole per i suoi vecchi reumi padani; valigia piena per altro di abiti scelti in ragione del freddo giugno di Lombardia... Mentre granisce dentro, quasi irresistibile, la voglia di tornare a casa, doverose le ghignatine sui titoli cocoricò dei francesi, i quali si esaltano a confondre i punteggi con gli atteggiamenti tattici. "C' est bien le jeu offensif qui paie de plus!". E Michel Platini a strizzare l' occhio dovunque si apposti un collega italiano. E' davvero lui il centravanti effettivo della Francia: e lo sapevano bene i danesi, che lo hanno onorato di marcature a dir poco ossessive; i belgi, loro non si sono degnati: e Michel ha fatto centro qualcosa come tre volte! La prima, riprendendo una respinta lunga della traversa su punizione-bomba di Battiston: Scifo, poverino, era pure nei pressi, e si è trasformato in paletto di slalom: liberato il sinistro, tiro di collo esterno a radere la base del palo, però all' interno! Erano trascorsi solo 3' 30" dal via. I loro titoli parlano di gioco offensivo, ma i francesi annotano che i bravissimi Coqs si sono ritirati "per illudere i belgi". Pensa te che differenza fra questa attitudine tattica e il contropiede! In effetti, i belgi attaccano per mezz' ora, ma lo fanno assai lentamente. Scifo mortificato da Genghini e prima ancora da Platini; il magnifico Tigana a farla da centromediano metodista davanti alla coppia centrale, Bossis-Battiston. Sull' out destro, laterale metodista a sua volta, Fernandez. Dopo mezz' ora, triangolo in contropiede Tigana Giresse, che va tranquillamente al tiro-gol. E i belgi mollano i pappafichi. Sono convinti di doverla far fuori il martedì 19 con la Danimarca. I francesi arrivano a maramaldeggiare. Platini cammina, non corre, non si degna. Fernandez va al gol del tre a zero dopo che Pfaff ne ha combinate per i porcelli uscendo a sproposito su Six. Alla ripresa attaccano sempre i belgi, il cui forcing velleitario mette rispettosa pietà. Pfaff commette anche un rigore e solo allora Platini si degna di fare il quattro a zero. Poi incorna pure, quasi per celia, da poco oltre il limite: la palla carambola sul palo vicino al sette e ricade in rete. Bagatelle pour un massacre. Ma i belgi hanno già richiamato Scifo in panchina per non mortificarlo e aspettano i danesi. Su costoro si è espresso Eusebio, indimenticato abatone del Benfica: asserisce che sono meglio della Francia. Forse con Simonsen, dico io, e in un altro paese che non sia questo. Seguo Jugoslavia-Danimarca alla Tv e vedo il nuovo portiere slavo segnare bellamente il primo gol su tiro-cross di Arnesen; poi, golea Berggreen (sedicesimo) e io vado a cena dopo aver sofferto il lungo spossante forcing degli slavi alla disperata ricerca del gol. I danesi fanno comodo contropiede (altro che jeu offensif!: come si fa a non accorgersi di certi andazzi?). Alla ripresa segnano tre volte: quando l' aria è netta, prendono il largo e goleano puntualmente. Rilevato il duplice 5-0, fin troppo facile predire che a entrare in semifinale con la Francia sarà la Danimarca. Io però direi di aspettare domani (martedì) a Strasburgo: i belgi hanno una difesa di tutti pivelli e non posseggono cannonieri ("comodo - ha detto Platini di Scifo - stare a fare belle cosine in centrocampo: ma è in area che si vede l' uomo!..."): tuttavia, meritano rispetto per la lealtà sportiva con la quale usano battersi, senza incattivire neanche per dispetto o per finta. I danesi, invece, picchiano come fabbri: non vorrei essere una pulce (guarda mo' che metafora) e stare sotto il parastinco di Vincenzino Scifo: perchè è dubbio che il ragazzo venga ignorato dai danesi: lo hanno fatto i belgi con Platini e il risultato si è visto. Per controllare i tedeschi da vicino mi sono alzato a notte fonda, dio li benedica. Avevo scritto che sono una squadra per l' inverno, fatta di gente tosta e greve. Ho sentito questa a Lens da un fotografo arguto: "Erano delle Cadillac, adesso sono dei camion". Ho riso per l' arguzia della battuta, però poi li ho veduti, i miei Panzer, e non mi sono dispiaciuti per niente. Erano piuttosto mosci o torvi a sproposito i cuginetti rumeni, ma indubbiamente Jupp Derwall ha raddrizzato molto le cose con i suoi. Ha rispedito Rummenigge avanti, a flottare tra Voeller e Allofs; ha affidato il centrocampo a Brehme, Meier e Matthaus, lasciando intatta la difesa, con Stielike libero, i due Foerster e Briegel. A proposito, ho letto che il Verona ha acquistato Briegel. Ricorderà Bagnoli: a Barcellona gli avevo detto che Zmuda era un armadio pieno di canfora; adesso, oso sperare che tenti di mettere Briegel a fare il libero, con i rischi che la sua pesante mole comporta... Torniamo ai nostri montoni. Ripeto dei rumeni che mi paiono stranamente grippati. Boloni sta indrio e quando viene al tiro lo vedo clamorosamente ciccare un destro. Sono saliti a vederlo "quei da Bergheim": mi sa che non siano entusiasti. Io qui ritengo invece di dover annotare che i tedeschi sono molto migliorati rispetto all' esordio: con quegli autentici "masturbatores pilae" che sono i portoghesi soffrivano parecchio; con questi altri latini ariosi, che sono di mole molto maggiorata, se la cavano benissimo. Stenta a prendere quota il solo Rummenigge, al quale dubito che tutti i compagni vogliano bene, ma Voeller è attivo molto: e sua è l' incornata dell' 1 a 0, su diagonale di Meier da sinistra avanti. I rumeni non si smontano, pur senza incantare, e alla ripresa capita che Cores si trovi ottimamente solo su un appoggio profondo e segna l' 1 a 1. Così, i tedeschi debbono tornare a soffrire: e al 20' viene rilanciato Littbarski dalla lunga chioma. Costui è vivace e gioca pure a sostegno ma soprattutto muove le acque in attacco. Due minuti dopo il suo rientro, Voeller torna a segnare. Il cross di Allofs viene da sinistra: Rummenigge doma la palla e la consegna mansueta a Voeller: questi da fermo vede libero un angolo e pronto lo infila. Il portierone Lung, che è tutto matto, addita i suoi difensori al pubblico ludibrio. Poi, Rummenigge scatta a proposito un paio di volte e spara di gran legnate senza fortuna: ma fuor di ogni dubbio il nostro uomo esiste ancora. Questi diavoli di tedeschi saranno pure camion: però ci sono dei Tir che filano a 120 orari (lo apprendiamo puntualmente quando succedono disastri). Vediamo allora di andare piano almeno noi nel darli per spacciati. Adesso i francesi sono in estasi, convinti che fra loro e Giove non esista anima viva: ma sentirete le lagne, quando verrà a co' la finale! Perchè i tedeschi in finale ci vanno. Non mi pare onesto pensare che li debbano battere gli spagnoli mercoledì prossimo, al Parc des Princes. Li ho pur visti gli spagnoli, in Tv. I portoghesi masturbano calcio con estri a volte piacevoli: però si sa che masturbatio non facit liberos (nè goles): a furia di mancare occasioni, si sono lasciati riprendere. Aveva finalmente segnato Sousa un gol magistrale, uccellando Arconada a pallonetto da quasi quindici metri. Gli spagnoli giocavano più rozzo, però spendevano anche meno. Nel finale hanno cavato fuori il vecchio orgoglio: due tre volte hanno ciccato i terzini di Bento e nientemeno che Santillana ha trovato uno spiraglio tra mille gambe. Il calcio dei portoghesi mi infastidiva per il lezio di tanti palleggi e per l' alloccagine di Jordao, loro unica punta. Gli spagnoli, loro picchiavano via in difesa e correvano in centrocampo fino a sfiatarsi: ma in attacco era pena negra. Dietro ai tedeschi, nel Gruppo 2, dovrebbero passare i portoghesi a dispetto del loro calcetto onanistico (però ho detto ai miei cari bergamaschi: "Ricordatevi di Chalana: lui sì ha coscienza della verticalità del gioco"). Gli spagnoli sono coraggiosi ed arcigni in difesa finanche più dei tedeschi, che hanno perso Karl Heinz Foerster per distrazione muscolare. Non credo però che riescano a vincere. Tutto lascia prevedere - o credere, che è dir meglio - una soluzione di classifica barbinamente fondata sulla differenza reti. Concludo allora prospettando queste ipotesi ovvie: nel primo gruppo passa la Francia al cento per cento, la Danimarca all' 85; poi il Belgio, se la batte: se invece pareggia, è escluso dalla differenza reti; nel secondo gruppo, passa la Germania al 95 per cento; il Portogallo al 55 rispetto alla Romania (45) e alla Spagna (idem 45). Questo, per arrischiare qualche altro pronostico in allegria: ma si sa che tutto, al solito, è sulle ginocchia di Giove. A domani. - dal nostro inviato GIANNI BRERA