PAVIA - SAMBONIFACESE: 2 - 1
PAVIA (4-4-2): 1 Serena; 2 Todeschini, 6 Fogacci, 5 Acerbi, 3 D’Agostino; 8
D’Amico (22’ st 15 Andriulo), 4 Bonacina, 7 Menicozzo, 11 Chiarotto (40’ st 13
Donato 40’); 9 Longobardi (32’ st 17 De Vincenziis), 10 Carbone. A disp. 12
Cantele, 14 Caracciolo, 16 Mangiarotti, 18 Brighenti. All. Amedeo Mangone.
SAMBONIFACESE : 1 Valentini; 2 Pimazzoni, 5 Daldegan, 6 Fattori, 3 Beghin; 4
Sarzi, 7 Bellomi, 8 Pettarin (26’ st 18 Fantin), 11 Pontarollo (34’ st Avanzini);
9 Altinier, 10 Dimas (38’ st 17 Petresini). A disp. 12 Milan, 13 Parrella, 14
Porcino, 16 Andriani. All. Claudio Ottoni.
ARBITRO : Bolano di Livorno, assistenti Romina Santuari di Trento e Semolic di
Monfalcone. R
ETI : pt 3’ Fattori, 35’ Carbone; st 37’ Carbone.
NOTE : rec. 2’+7’, angoli 6-3 Pavia. Ammoniti Fattori, Pettarin, Acerbi,
Menicozzo, Fogacci, Chiarotto, Altinier. Spettatori 1.420, incasso 2.068 euro.
Carbone firma la salvezza
la Provincia Pavese — 19 maggio 2009
pagina 46 sezione: SPORT
PAVIA. La giornata della
seconda salvezza del Pavia, quella vera dopo la prima sfumata per il -5,
inizia con l’insolita scena delle code al botteghino e del ritorno del tifo
organizzato in curva, e termina con i gavettoni dei giocatori e i cori a
Mangone, «Amedeo olè». In mezzo c’è una partita che è un po’ il condensato del
campionato del Pavia: partenza ad handicap (0-1 dopo 3’), rimonta costruita
sul carattere e illuminata da altre due perle di Benny Carbone (e fanno 13) a
ribaltare il risultato. Mangone parla a ragione di una salvezza «non meritata,
ma strameritata», e Calisti per il futuro prossimo punta ancora sul tecnico
ingaggiato per allenare la Berretti e ritrovatosi a guidare la prima squadra.
La reazione azzurra, spinta da un pubblico triplicato rispetto alla media
stagionale (riuscitissima l’iniziativa dei biglietti a 1 euro per curva e
distinti), si vede quando la Sambonifacese, matricola-rivelazione venuta al
Fortunati per vincere e centrare un clamoroso playoff, va in vantaggio con uno
splendido colpo di testa in tuffo del “vecchietto” Fattori (ex Verona e Torino
in A, e compagno di Mangone al Piacenza) su punizione calibrata dal brasiliano
Dimas. Il Pavia non accusa il colpo, anzi il gol subìto sembra dare la scossa
e avvia una prestazione grintosa, dove la rabbia agonistica non fa perdere la
lucidità. Così il pareggio di Carbone al 35’, con superba fiondata di destro
sotto la traversa dopo assist di Longobardi non arriva per nulla a sorpresa.
Il Pavia però soffre tremendamente le punizioni di Dimas. Tanto che subito
dopo i veneti passano di nuovo con un’azione fotocopia: stavolta è Pontarollo
a battere di testa, miracolo di Serena, la palla arriva ad Altinier che
ribatte in rete. Ma l’arbitro corre ad annullare e ammonisce il bomber della
Sambonifacese: il tocco è di mano. Al 46’ ancora Dimas, Serena stavolta è
incerto, respinge su Pettarin che da due passi non inquadra la porta. A
inizio ripresa Valentini chiude bene su Carbone, poi Sarzi sull’altro fronte
sfiora il palo con un rasoterra da fuori, quindi Longobardi servito da
Menicozzo ha la palla per il 2-1, ma tira addosso a Valentini. Quindi è Beghin
a colpire la parte alta della traversa di testa. La Sambo fa troppo poco per
cercare quella vittoria indispensabile (mentre al Pavia visti gli altri
risultati basterebbe il pari) ed è punita a 8’ dalla fine ancora una volta da
Carbone: dribbing stretto e destro quasi da fermo che non lascia scampo al
portiere. E’ il tripudio. A completare l’opera ci pensa Serena, che sventa il
gol dell’ex Petresini. «Evidentemente in casa abbiamo bisogno di incassare un
gol per sbloccarci - dice Mangone a fine gara - ma siamo riusciti a fare le
cose che avevamo preparato. Per limitare Dimas abbiamo messo un centrocampista
un po’ più basso». Poi il discorso va sul campionato. «E’ positivo aver
ottenuto la salvezza anche con giocatori provenienti dalla D e abbiamo
dimostrato di poter lottare contro tutti. Per i playoff non eravamo pronti,
l’ha dimostrato la gara persa con l’Olbia. Ma non dimentichiamoci che siamo
stati ultimi per 8 giornate. Il momento più difficile? Dopo il ko con l’Itala:
perdere punti in corsa ti costringe a riprogrammarti». Mangone ammette
qualche errore iniziale: «Ho sbagliato nelle prime giornate a fare giocare tre
punte». Però sottolinea anche la sua mossa risolutiva: «Quando ho schierato
Carbone prima punta erano molti gli scettici. Ma in questa categoria non c’è
nessuno come lui e credo che possa dimostrarlo se è fresco e non costretto a
rincorrere palloni». - Luca
Simeone
PAVIA - SAMBONIFACESE
2-1 (1-1)
MARCATORI: 2'
Fattori (S), 35', 82' Carbone (P)
PAVIA (4-4-2): Serena
5; Todeschini 6, Fogacci 5.5, Acerbi 6, d'Agostino 5.5; d'Amico 6 (66'
Andriulo 6), Menicozzo 7, Bonacina 6, Chiarotto 6.5 (84' Donato sv); Carbone
9, Longobardi 5.5 (76' De Vincenziis 6.5).
(a disp.: Cantele, Caracciolo, Mangiarotti, Brighenti)
All.: Amedeo Mangone 6.5
SAMBONIFACESE (4-4-2): Valentini
6.5; Pimazzoni 5.5, Daldegan 5, Fattori 6, Beghin 5.5; Sarzi 5, Bellomi 5.5,
Pettarin 5.5 (70' Fantin 5), Pontarollo 6 (78' Avanzini 5); Dimas 5.5 (83'
Petresini sv), Altinier 5.
(a disp.: Milan, Parrella, Porcino, Andriani)
All.: Claudio Ottoni 5
NOTE: giornata
calda e soleggiata, campo in ottime condizioni. Spettatori: 1500 circa
(incasso non comunicato). Ammoniti: 9' Fattori (S), 32' Pettarin (S), 36'
Altinier (S), 41' Menicozzo, 58' Fogacci, 61' Chiarotto. Angoli: 7-3.
Fuorigioco: 5-2. Recupero: 2' p.t.; 6' s.t.
ARBITRO: Bolano
di Livorno 6.5 (Santuari di Trento 5, Semolic di Monfalcone 4)
Massimiliano Marino -
La vittoria più importante nel segno di Carbone. Lui, l'Harry Potter azzurro,
capitano, trascinatore e inedito capocannoniere degli azzurri con 13 reti (mai
come quest'anno), prende per mano la squadra e la conduce fino alla tanto
sospirata salvezza. Quella, la salvezza, che doveva matematicamente arrivare a
sette giornate dalla fine del campionato, per intenderci dopo la vittoriosa
trasferta di Alghero, ma che poi, causa penalizzazione, è stata raggiunta solo
all'ultima giornata. Tra l'altro contro una Sambonifacese qualificata e
motivata a conquistare i tre punti validi ad agguantare i play-off: una
corazzata gigantesca che vanta di una rosa di tutto rispetto capinata da
Fattori, vecchia gloria di Torino e Piacenza in serie A ed ex compagno di
squadra guardacaso di Mangone proprio tra le fila emiliane, e dalla premiata
ditta Dimas - Altinier, 28 gol in due e secondo miglior attacco del
campionato. In un match assolutamente decisivo, decisive sono state le
decisioni arbitrali e il giro di sostituzioni operate mentre non sono sono
mancate le classiche risse in mezzo al campo e una buona dose di ammonizioni
che sono soliti caratterizzare tali tipi di partite. Partiamo dalle decisioni
arbitrali: se è risultata una decisione corretta o meno annullare per
fuorigioco un gol di Longobardi (sarebbe valso l'1-1) non lo sappiamo ancora,
così come permane il dubbio della rete siglata dal Sambonifacese (sarebbe
stato 1-2) magicamente annullata, con il guardalinee Semolic che ha
convalidato il gol prima ancora che l'arbitro assegnasse fallo in attacco a
favore degli azzurri durante un'ammucchiata su calcio d'angolo. Leggi del
calcio. Poi i cambi: togliere d'Amico e inserire Andriulo era una scelta
logica dettata dall'infortunio di Pato ma la decisione di togliere la torre
Longobardi per De Vincenziis e giocare là davanti senza punti di riferimento e
con due mezze punte, su risultato di 1-1, è risultata decisiva, così come
mandare in campo Donato per rinforzare la difesa cercando sia di difendersi
dagli attacchi di una spericolata Sambonifacese passata poi al 4-3-3 sia di
mantenere il risultato che vedeva il Pavia imporsi per 2-1. Non è stato per
nulla semplice. Se consideriamo poi che la Sambonifacese era passata in
vantaggio dopo 2' con Fattori, abile a concretizzare di testa un perfetto
calcio di punizione di Dimas, la rimonta, poi verificatasi, ha un valore
certamente doppio. Doppi come i gol di Carbone: il primo, maturato al 35', è
un vero e proprio capolavoro, con la palla calciata dai 25 metri e
improvvisamente scesa che si deposita alle spalle di un attonito Valentin; il
secondo, all'82', arrivato dopo due dribbling con i difensori che sembravano
birilli e il portiere, incolpevole, che non accenna al minimo
tuffo nell'osservare un tiro dai 20 metri potente e angolato. Due a uno: giù
il "Fortunati", cori a Benny, salvezza ottenuta e tanta (forse troppa ed
eccessiva) festa nel dopo gara. Cosa volere di più?