
PAVIA: Serena,
Todeschini, D'Agostino, Bonacina, Donato, Fogacci, Andriulo (dal 20' st
Carbone), D'Amico, Campolonghi, Chiarotto (dal 38'st Cattaneo),
Brighenti (dal 3' st Mangiarotti).
A disposizione: Cantele, Acerbi, Caracciolo, Gatto.
All. Amedeo Mangone
VALENZANA: Barberis, Arvia, Fusaro, Riva, Aliboni, Caidi, Ambrogetti,
Zagaglioni, Alberti, Brizzi, Gamma.
A disposizione: Di Gennaro, Peluso, Barabino, Maracchiato, Biava,
Zanigni, Gronchi.
All. Mario Ansaldi
Arbitro: Sig. Andrea Valentini di Città di Castello
Assistenti: Sigg. Gianluca Tiburzi e Francesco Passero di Roma 1
Ammonizioni: D'Agostino (PV) al 31'pt, Chiarotto (PV) al 36'pt, Donato
(PV) al 39'pt, Riva (VAL) al 12'st
Angoli: 3 a 0 per il Pavia
Recupero: 1' recupero primo tempo e 4' nel secondo tempo
Partita brutta,da pornocalcio, specie nel primo tempo. Pavia senza Carbone ma anche senza idee. Miriadi di lanci lunghi ma non tre passaggi in fila hanno rappresentato il leit-motiv della gara di oggi.E il pareggio, complice una Valenzana ordinata e un campo di gioco pesante, ne e' stata la logica conclusione. Malissimo il primo tempo, poco meglio la ripresa,durante la quale tuttavia una costante pressione non ha prodotto occasioni apprezzabili. Solo due opportunita' importanti: nella prima Campolonghi al volo spara fuori di poco, nella seconda D'Amico da due passi non ha la prontezza di ribadire in rete un bell'assist di Chiarotto. Da segnalare anche un rigore negato agli azzurri per un mani in area non visto dall'arbitro, ma l'economia della gara non ci ha visti meritevoli dei tre punti. I piemontesi si sono infatti difesi bene, senza concedere nulla, puntando su concretezza e contropiede. Un po' quello che fecero gli azzurri al Moccagatta un mese fa.Mangone non ha certo influito sull'andamento del match; poco o nulla è stato fatto per contrastare lo schieramento ospite. E l'assenza di Carbone non può essere una valida giustificazione. Specialmente a centrocampo abbiamo visto un Pavia incapace di creare spazi ed agire da cerniera tra difesa e reparto offensivo, dove Campolonghi e Brighenti (sostituito da Mangiarotti) sono stati serviti poco e male.E' un pari che serve a poco. La classifica, come sempre, piange. Ma i tifosi ormai ci hanno fatto il callo.La speranza è di vedere in futuro un allenatore capace di cambiare in corsa e magari di anticipare le mosse degli avversari, cosa che oggi non è avvenuta. Anche l'ingresso di Carbone, purtroppo, è servito a poco, in quanto nel finale si è spinto moto ma abche con grande confusione.
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PAVIA - Missione
compiuta: la Vale torna da Pavia con un punto preziosissimo per la propria
classifica e che, contemporaneamente, mantiene i lombardi e la zona calda della
graduatoria a sette lunghezze di distanza.
Non era semplice per gli orafi, in campo in formazione ultra-rimaneggiata per le
contemporanee assenze degli squalificati Vettori , Redomi e Caponi e
dell’infortunato Semboloni: merito di mister Ansaldi, allora, l’aver cambiato in
corsa schieramento tattico, facendo di necessità virtù e proponendo un 4-1-4-1
con Riva a protezione del pacchetto arretrato, e Gamma e Ambrogetti esterni di
un centrocampo a quattro col doppio compito di difendere e proporsi in appoggio
ad Alberti.
Una squadra compatta e aggressiva, che non ha concesso il minimo spazio a un
Pavia Campolonghidipendente, nel senso che solo dal numero 9, in campo
nonostante un fastidio muscolare (e con Benny Carbone inizialmente in panchina
per lo stesso motivo), sono arrivati i pericoli per la porta difesa Barberis.
In quei due o tre frangenti, però, sia l’estremo orafo che i due centrali Caidi
e Aliboni si sono dimostrati all’altezza delle aspettative, lasciando ai padroni
di casa solo il dubbio (con tanto di proteste) di un fallo di mano dello stesso
marcatore su un colpo di testa del centravanti a poco più di dieci minuti dal
termine. Se un rammarico resta in casa rossoblù, dunque, a fronte della prova
perfetta della squadra nel suo insieme a protezione dei sedici metri, è quello
di non esser riusciti a offendere come si era studiato in settimana: Alberti
punta centrale solo nella ripresa ha proposto quei movimenti e quelle sponde in
grado di far salire i compagni nel migliore dei modi.
Solo una volta, così, Ambrogetti e Gamma sono riusciti a catapultarsi dalle
parti di Serena , ma l’azione in quel caso è sfumata per un errore in fase di
costruzione dell’azione.
Poco male, comunque, perchè con quasi mezzo undici titolare fermo ai box il
punto strappato ha il sapore dell’impresa: per i tre punti, appuntamento a
domenica col Canavese.
Marcello Feola
Le pagelle della PP.
Serena 6. Praticamente mai impegnato, se non dai compagni che come al solito lo
chiamano spesso in causa con dei retropassaggi.
Todeschini 7. Finalmente si spinge avanti sulla fascia e da lui nascono le
iniziative più pericolose del Pavia.
Donato 6.5. Marca Alberti, che combina ben poco. Gara attenta.
Fogacci 6. Rischia di fare la frittata alla fine del primo tempo, ma per il
resto gioca ai suoi livelli, con la consueta efficacia.
D’Agostino 5.5. Qualche incertezza difensiva e avanti non si vede, anche per
merito di Ambrogetti.
Andriulo 5. Inizia bene ma scompare presto. Soffre forse anche il campo pesante:
esce per Carbone.
Carbone sv. Mangone lo rischia nel finale, la sua presenza sembra dare maggior
peso offensivo al Pavia.
Bonacina 6.5. Ottimo primo tempo, in pratica da regista, purtroppo male
assecondato dai compagni. Un po’ meno lucido nella ripresa.
D’Amico 6. Conferma il buon momento, anche se cala un po’ alla distanza e spreca
la migliore palla gol.
Chiarotto 6. Discreto finché si tratta di fare la normale amministrazione da
esterno di centrocampo, meno quando c’è da affondare verso l’area avversaria.
Cattaneo sv. Gioca solo gli ultimi 9’, ma lascia intravedere le sue qualità.
Campolonghi 6.5. Sue quasi tutte le conclusioni azzurre. E considerando che si è
allenato pochissimo, è un buon segnale.
Brighenti 5. Non sfrutta l’occasione di partire dal primo minuto e si vede ben
poco. Deludente.
Mangiarotti 6. Le condizioni del campo non lo aiutano, ma pur tra qualche errore
confeziona l’assist per la migliore palla gol. (l.si.)
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Il rammarico pavese: «Primo tempo sprecato»
I giocatori: «Troppi lanci lunghi». Mangone: «Ma abbiamo provato a vincere»
PAVIA. «Alla fine se una squadra delle due in campo ha provato a vincere è stata
sicuramente il Pavia - dichiara nel dopopartita Amedeo Mangone - qualcosa in più
della Valenzana l’abbiamo fatto, non credo che in novanta minuti abbiano
praticamente tirato in porta». E’ un’analisi realistica di una gara che alla
fine rappresenta l’ennesima occasione persa dal Pavia per fare un salto in
avanti nella lotta salvezza. Uno dei rimpianti degli azzurri è un primo tempo
deludente. Come spiegarlo? «Di fronte - dice Carbone - c’era una squadra chiusa
che badava a stare coperta e non lasciarci spazi e noi abbiamo cominciato a fare
lanci lunghi sui quali era naturale che la freschezza e l’atleticità degli
avversari prevalesse. Solo con Todeschini sulla fascia abbiamo provato a
spingere. Nella ripresa siamo stati più pericolosi con gli innesti di
Mangiarotti e Carbone».
Proprio gli ultimi 20’-25’ hanno visto gli azzurri crederci e mettere in
difficoltà la Valenzana, forse troppo tardi o sarebbe bastata maggiore
precisione sotto porta come nel caso della conclusione più clamorosa di D’Amico?
«Non siamo stati precisi e alla fine ci dobbiamo accontentare del pareggio, ma
comunque sono soddisfatto dell’atteggiamento della squadra per come ha
interpretato la gara non concedendo spazi agli avversari - ribadisce Mangone -
il rigore non concesso? Il loro difensore ha toccato con la mano, credo che ci
si debba uniformare nei giudizi».
Guardando al futuro, c’è un altro scontro diretto con il Montichiari. «Anche
quello con la Valenzana lo era nonostante i punti di distacco tra noi e loro -
risponde Amedeo Mangone - andremo a Montichiari a fare la nostra gara, dobbiamo
giocare sempre per vincere. E’ una sfida delicata perché loro ci seguono in
classifica». Vanni Chiarotto non vuole soffermarsi sull’episodio del rigore
reclamato nel finale di gara. «Non dobbiamo stare qui a recriminare su quella
palla, piuttosto nel primo tempo abbiamo sbagliato a continuare a cercare lanci
lunghi - ribadisce il centrocampista del Pavia - ci prendiamo il punto e andiamo
a Montichiari per vincere. In questo campionato dobbiamo sempre provare a farlo
e non credo, per le squadre che ho visto, che ci siano avversari fuori portata».
Sui primi 45’ sprecati dal Pavia anche Manuel Bonacina ammette gli errori
commessi dagli azzurri. «Il punto è positivo per muovere la classifica in una
giornata con tanti pareggi - commenta il centrocampista lecchese - nel primo
tempo non siamo riusciti a renderci pericolosi, provando a costruire la manovra
troppo spesso con palle lunghe. Nella ripresa si è corso di più e non a caso le
occasioni ci sono state e potevamo anche concretizzarle».
Il primo innesto in corsa è stato in avvio di ripresa quello di Cristian
Mangiarotti, che ha preso il posto di un Brighenti poco pericoloso, ma
condizionato da un colpo preso nel primo tempo (Mangone ha precisato che il
cambio è nato per questo problema, e non per scelta tecnica, ndr). «Il mio
compito - sottolinea il diciassettenne - era prima da trequartista e poi al
fianco di Carbone per creare qualche occasione in più, e nel finale abbiamo
stretto d’assedio l’area della Valenzana. Si scivolava, dopo la nevicata il
campo era molle».
Enrico Venni