Il Pavia paga caro,
altri 5 punti in meno
Luca Simeone
La società ha deciso
di patteggiare per il caso Menicozzo, la sentenza è definitiva. La procura aveva
dato l’ok per un -3, ma la Disciplinare ha chiesto una pena più pesante
PAVIA.
E’ andata peggio di quanto ci si potesse aspettare: il Pavia paga con altri 5
punti di penalizzazione - oltre a quello perso con la sconfitta a tavolino col
Mezzocorona - la svista sulla squalifica non scontata di Michele Menicozzo.
L’unico aspetto positivo è che il caso ora è definitivamente chiuso: il club ha
deciso infatti di patteggiare la pena, che di conseguenza non può più essere
impugnata. Gli azzurri, che erano saliti a un rassicurante +9 sulla zona playout
e a -7 da quella playoff, si ritrovano adesso con soli quattro punti in più di
Valenzana e Alto Adige, quartultime. Il club incassa anche una multa di 7.500
euro, gli stop di 2 turni a Menicozzo e di 4 mesi a Carlo Gasio.
Il presidente Secondino Calisti, il direttore generale Armando Calisti, il
direttore amministrativo Alessandro Zanchi e l’avvocato milanese Marco De Luca
erano andati all’incontro con il procuratore federale Stefano Palazzi convinti
di poter limitare i danni. A rinforzare le speranze c’era anche una sentenza
recentissima, per un caso analogo riguardante il calcio a 5 (un calciatore che,
come Menicozzo, aveva giocato diverse gare prima di scontare una squalifica di
un turno): la Disciplinare aveva stabilito che nessun’altra sanzione oltre alla
sconfitta a tavolino doveva essere data, e la stessa procura aveva chiesto solo
un’ammenda e delle squalifiche.
Le cose però sono andate diversamente. In mattinata, il Pavia e il procuratore
avevano trovato l’accordo: 3 punti di penalizzazione. Un penalizzazione non
accettata a cuor leggero, ma comunque messa in preventivo dal club come la
massima possibile. L’accordo, però - come accade nel diritto penale - deve
essere vagliato dall’organo giudicante, in questo caso la Commissione
discliplinare, chiamata a valutare la congruità della pena rispetto alla
contestazione. Ebbene, a quanto pare in particolare uno dei componenti del
collegio (formato da Sergio Artico, presidente, più gli avvocati Valentino
Fedeli e Gianfranco Tobia) ha insistito per una pena maggiore, forse in
considerazione del fatto che erano trascorse 16 gare prima che il Pavia si
accorgesse della squalifica mai scontata da Menicozzo. A nulla è valso
sottolineare la buona fede della società, alla quale era sfuggito il comunicato
della serie D dello scorso anno che stabiliva lo stop al calciatore, allora all’Alghero:
proprio una delle società (assieme all’Alto Adige) che con il suo esposto ha
innescato il deferimento della procura.
Si è così arrivati a 5 punti, frutto della riduzione della sanzione di un terzo
(sconto previsto dal rito speciale) rispetto alla pena base di 8 punti. Con lo
stesso meccanismo sono state stabilite anche le altre pene: 7.500 euro per la
società (pena base 10.000), 3 mesi di inibizione per il dirigente accompagnatore
Carlo Gasio (pena base 4 mesi) e 2 turni di squalifica per Menicozzo (pena base
3 turni).
Calisti:
«Antisportivo chi ne ha approfittato»
la
Provincia Pavese — 03 aprile 2009 pagina 48 sezione: SPORT
PAVIA. «Auguro tutto
il male possibile a queste società antisportive, che si attaccano a tutto per
di rovesciare i verdetti del campo». E’ tempo di sfogarsi, per il dg Armando
Calisti, dopo il verdetto sul caso Menicozzo e il conto salatissimo pagato dal
Pavia. Sulla sentenza, Calisti ha poca voglia di tornare: «Non si poteva che
patteggiare, per chiudere la vicenda. «Pensavamo di aver già pagato il giusto
con la gara persa a tavolino - continua il dg azzurro - la pena è davvero
eccessiva soprattutto se paragonata a casi ben più gravi. L’unico lato
positivo è che adesso non ci potranno essere ulteriori tentativi di speculare,
visto che la sentenza è definitiva». Calisti ce l’ha con i club come
Mezzocorona, Alghero e Alto Adige ed è pronto a rendere occhio per occhio:
«D’ora in poi vigileremo su tutto, per esempio sulla regolarità dei campi di
gioco (il riferimento è al Mezzocorona, che non avendo un campo omologato
gioca a Trento, ndr). E c’è persino chi chiede di penalizzare altre società
pur avendo commesso lo stesso errore (l’Alghero, che a inizio campionato ha
fatto giocare China, pure lui squalificato ai playoff del torneo 2007-2008,
con l’aggravante che non ha cambiato maglia come Menicozzo, ndr)». Calisti è
convinto che non ci saranno ripercussioni sulla squadra: «Non è successo
prima, quando non si capiva come sarebbe andata a finire questa storia, non
penso che accada adesso. Anzi, credo che possa essere uno stimolo in più. La
squadra sta andando bene, sono convinto che possa raggiungere presto la
salvezza». (l.si.)
LA GIUSTIZIA
CAPOVOLTA
la
Provincia Pavese — 03 aprile 2009 pagina 48 sezione: SPORT
Giusto un anno fa la
Commissione disciplinare inflisse 8 punti di penalizzazione alla Torres per
una serie di violazioni contabili gravissime: versamenti mai fatti, false
dichiarazioni. La stessa Disciplinare ieri ha valutato il Pavia meritevole
dell’identica sanzione (gli 8 punti sono diventati 5 solo grazie al
patteggiamento) per non essersi accorto che Menicozzo, acquistato in estate,
doveva scontare una giornata di squalifica rimediata quando era all’Alghero.
Mentre la Torres senza quelle violazioni non si sarebbe nemmeno potuta
iscrivere al campionato di C2 (cosa tra l’altro avvenuta qualche mese dopo,
col fallimento del club), per il Pavia il vantaggio dell’aver schierato
Menicozzo è stato pari a zero: l’unica gara che il mediano avrebbe dovuto
saltare era la prima di campionato col Canavese (non tutte quelle successive),
partita che il Pavia perse. Basterebbe questo esempio, ma ce ne sono molti
altri, per capire la clamorosa sproporzione della pena inflitta al Pavia. La
svista c’è stata, ma non ha falsato d’una virgola la regolarità del
campionato, come qualche club non disinteressato vuole fare credere.
D’altronde non c’è da stupirsi troppo di questo capolgimento della giustizia:
non è questo il Paese dove - per stare agli esempi - si prescrive prima il
reato di falso in bilancio d’una multa per divieto di sosta? l.simeone@laprovinciapavese.it
Falsi e mancati
pagamenti puniti con sanzioni inferiori
la
Provincia Pavese — 04 aprile 2009 pagina 52 sezione: SPORT
PAVIA. «E’ proprio
attraverso una documentazione non rispondente al vero, per come accertato
dalla Covisoc, che la società ha potuto ottenere l’iscrizione al campionato di
competenza». E’ il passaggio chiave della sentenza del 22 aprile 2008 con la
quale la Commissione disciplinare sanzionò la Sassari Torres con 8 punti di
penalizzazione (più 6 mesi di inibizione al presidente Antonio Mascia). Una
sentenza istruttiva perché fa capire la disparità di trattamento con il Pavia,
per il quale la Disciplinare ha ritenuto giusta una pena anche più dura: agli
8 punti di penalizzazione (ridotti a 5 dal patteggiamento) va aggiunto quello
perso a tavolino col Mezzocorona e i 7.500 euro di ammenda. Due dei tre
componenti di quella commissione (il presidente Sergio Artico e l’avvocato
Gianfranco Tobia) hanno giudicato anche il Pavia. La vicenda Torres nasce da
due ispezioni Covisoc, organismo di controllo contabile sulle società di
calcio. Dalla prima, a giugno 2007, emerge che la Torres non ha versato
ritenute Irpef e contributi da ottobre 2006 ad aprile 2007, e dunque non ha i
requisiti per iscriversi al campionato. Presa in castagna, la Torres attesta
in extremis, il 29 giugno, di aver pagato quanto dovuto. Ma il 25 luglio la
Covisoc non ne trova traccia: la dichiarazione di giugno è falsa, ma ormai la
Torres è iscritta. Il 31 ottobre il club sardo attesta di aver versato anche
Irpef e contributi per maggio e giugno: è un nuovo falso. Tutto questo valse 8
punti di penalizzazione, quanto il turno di squalifica saltato da Menicozzo.
Quella stessa Disciplinare giudicò nella stessa seduta altri casi di «doping
amministrativo». Meno grave, ma ugualmente doloso, fu ad esempio il
comportamento dell’Olbia: alla scadenza di ottobre il presidente Franco
Rusconi attestò falsamente di aver versato l’Irpef di giugno (pur non
determinante per l’iscrizione). La sanzione fu di 2 punti di penalizzazione, 6
mesi di inibizione a Rusconi e appena 500 euro di ammenda. (l.si.)
Ora i tifosi
spronano il Pavia
la
Provincia Pavese — 04 aprile 2009 pagina 52 sezione: SPORT
PAVIA. La rabbia, il
giorno dopo la sentenza del -5, si tocca con mano. La reazione dei tifosi e
sostenitori del Pavia, e persino dei politici, per un verdetto considerato a
dir poco ingiusto, non tarda ad arrivare. E in molti chiedono adesso alla
squadra di trasformare quella rabbia in foga agonistica, di qui alla fine:
mancano 7 partite e c’è una salvezza da riconquistare, visto che il margine
sulla zona playout s’è ridotto a 4 punti. Ma intanto già giovedì, dopo la
sentenza della Disciplinare, l’allenatore Amedeo Mangone ha voluto convocare
tutti - squadra, staff, magazzinieri - per chiedere di impegnarsi alla morte
in queste ultime gare, a cominciare da domenica con l’Itala San Marco. Per il
fotografo Giovanni Giovannetti «c’è chi nella Disciplinare ritiene di dover
porre sullo stesso piano il caso Menicozzo con le violazioni contabili
gravissime di cui, con eccessiva frequenza, si macchiano le società. Ma è più
antisportiva la dimenticanza su Menicozzo, o veleggiare al di sopra delle
proprie possibilità mettendo sotto contratto calciatori che non si è poi in
condizione di pagare?». Poi, rivolto ai giocatori: «Ringhiate sul campo la
vostra rabbia, trasformate il torto subito in decisa e orgogliosa rivalsa».
Paolo Venturini («Zuppa alla Pavese»), sottolinea: «Quello che è strano è la
sproporzione tra noi e situazioni ben peggiori. Mi riferisco non solo alla
Torres, ma anche per esempio alla Pro Patria, che nonostante il fallimento
forse riuscirà a mantenere la categoria. Affonda Pietro Trivi , avvocato, ex
consigliere comunale di Forza Italia e tifosissimo del Pavia: «E’ disgustoso
che alcune società usino la giustizia a orologeria, per sfruttare l’occasione
propizia in modo da ottenere quello che non riescono a conquistare sul campo.
Mi auguro che la farina di questa squadre finisca in crusca». Sulla stessa
lunghezza d’onda Dante Labate , esponente di An: «La sentenza è ridicola. Per
motivi molto più gravi altre squadre hanno subito sanzioni anche minori e le
società che parlano di campionato falsato farebbero meglio a fare autocritica
per il loro campionato pessimo». Labate confida nella reazione sul campo del
Pavia: «E i tifosi proprio adesso dovranno fare sentire la loro vicinanza ai
giocatori». «Un’assurda penalizzazione - la definisce Gian Carlo Abelli ,
deputato del Pdl - Non si è tenuto nessun conto la buona fede e la correttezza
di una società che è di esempio per lealtà e trasparenza in tutto il calcio
italiano. La mia piena solidarietà alla proprietà e ai dirigenti si associa
alla certezza che la squadra, in campo, come sempre saprà vincere anche le
ingiustizie». - Luca Simeone