Poca fiducia e tante
fiduciarie
di Marco Liguori
> 14/2/2006
Martedì 14 febbraio 2006
Il bilancio al 30 giugno 2005 dellInternazionale Football Club spa si è concluso
con il 'rosso' più elevato della sua storia, pari a 118,7 milioni di euro. Nella
relazione del collegio sindacale si legge che è stato evidenziato «un patrimonio netto
negativo (pari a -31,6 milioni) e di conseguenza la società si trova nella situazione
prevista dallart. 2447 codice civile». Ciò significa che la società doveva essere
ricapitalizzata: il suo azionista di riferimento, Massimo Moratti, vi ha provveduto il 31
agosto scorso con un versamento come aumento di capitale di 35 milioni più un altro di 20
milioni «a copertura perdite». Unattenta analisi nelle pieghe del bilancio
nerazzurro, disponibile presso la Camera di Commercio, rivela però altri particolari più
'piccanti' che contribuiscono al suo disastroso risultato finale. Al suo interno spiccano
le minusvalenze «da cessione dei diritti alle prestazioni calciatori», ossia dalla
vendita di 16 giocatori della prima squadra e 31 del settore giovanile per la prima parte
della campagna acquisti fino al 30 giugno scorso. Il loro importo è pari a 5,51 milioni a
fronte di un valore netto contabile complessivo di 7,93 milioni ed è in crescita rispetto
ai 2,78 milioni dellesercizio precedente. In esso spiccano le minusvalenze per le
risoluzioni dei contratti di Christian Vieri (617mila euro) e Giorgios Karagounis
(314mila). Ancor più elevate quelle relative alle cessioni di Andy Van Der Meyde allEverton
(1,57 milioni) e Edgar Davids al Tottenham (2,6 milioni). LInter, al contrario di
molte altre società di calcio che seguono i criteri civilistici di redazione del
bilancio, non inserisce le minusvalenze da cessione calciatori negli oneri straordinari
del conto economico, ma alla voce 'costi della produzione'. Analogo discorso per le
plusvalenze, inserite nella voce 'valore della produzione' invece che nei 'proventi
straordinari'. Fino alla fine dello scorso giugno lInter ha ottenuto plusvalenze per
oltre 14 milioni, in calo rispetto ai 22 milioni del 2003/04. Sono stati 4 i calciatori
inseriti in questa voce: da Fabio Cannavaro lInter ha ottenuto 9,6 milioni, da
Mohamed Kallon 4,3 milioni e da Nicola Ventola 119mila euro. Singolare l'operazione
riguardante il centrocampista Youssouf Kone, il cui valore netto contabile era
inizialmente pari a zero, è stato ceduto con una plusvalenza di 1.000 euro alla squadra
siciliana del Fc Vittoria. Nel corso della stagione 04/05, il giocatore ivoriano è stato
ripreso dallInter, che ha rivalutato il suo valore netto contabile a 16mila euro e
lo ha rivenduto a unaltra società siciliana, il Gela, sempre a 1.000 euro: ciò ha
fatto registrare una minusvalenza pari a 15mila euro.
Ma unaltra 'perla' del bilancio della società presieduta da Giacinto Facchetti è
quella riguardante le partecipazioni in due imprese controllate, lInter Futura srl e
lo Spezia Calcio 1906 srl. Nella prima, lInter deteneva al 30 giugno scorso il 100%,
mentre per la società spezzina la quota era del 98,67%. Stando a quanto dichiarato nel
documento contabile, «il saldo pari a 2 euro rappresenta il valore di acquisto o di
sottoscrizione della quota della Inter Futura srl e della quota dello Spezia Calcio 1906
srl al netto delle svalutazioni effettuate nellesercizio». Dunque per ciascuna il
valore è stato abbattuto a un euro. Un deciso salto allindietro rispetto allesercizio
concluso al 30 giugno 2004, quando il 100% di Inter Futura valeva 10.329 euro. Ancora più
pesante è stato il 'taglio' per lo Spezia: infatti, lanno prima lInter
possedeva soltanto il 30% della società ligure che valeva ben 2,55 milioni. Ma quali sono
i motivi di una così drastica svalutazione di entrambe le partecipazioni? E sempre
il bilancio dellInter a spiegarne i motivi. «Avendo entrambe le partecipazioni di
controllo», si legge nel documento, «un patrimonio netto negativo alla data del 30
giugno 2005 si è ritenuto di svalutare completamente il valore di carico, mantenendo il
valore simbolico pari a 1 euro per ciascuna partecipazione». Dunque, sia lo Spezia che lInter
Futura si sono ritrovate nella stessa identica situazione di fine esercizio della loro
controllante, con il patrimonio netto negativo e nella situazione prevista dallart.
2447 del codice civile, ossia di dover essere ricapitalizzate. Il consiglio di
amministrazione nerazzurro ha provveduto «ad accantonare nella voce 'fondi rischi e
oneri' la quota, pari a euro 1.700 migliaia per la Società Spezia Calcio e 243 migliaia
per la società Inter Futura, delle perdite consuntivate nellesercizio oltre il
valore del patrimonio netto e di competenza della Società, ritenute non più recuperabili
nel futuro». Nel bilancio dellInter sono riportati anche i dati numerici delle due
controllate al 30 giugno 2005. Inter Futura aveva un capitale di 10mila euro, un
patrimonio netto negativo per 243mila euro e un risultato di esercizio in rosso per oltre
254mila euro. Tale perdita è stata provocata, si legge nella relazione sulla gestione,
«da un aumento dei costi del personale e da un mancato incremento dei ricavi, questultimo
dovuto principalmente allabbandono del progetto Thailandia» a causa del maremoto
del dicembre 2004. Lo Spezia Calcio aveva ottenuto una perdita di esercizio per 7,35
milioni, un patrimonio netto negativo per 1,34 milioni a fronte di un capitale sociale
pari a 2 milioni. Particolare curioso: lo Spezia aveva concluso il bilancio per lanno
2003/04 con una perdita di poco più di 2 milioni e un patrimonio netto positivo per
199mila euro. Nonostante ciò, si legge nel bilancio chiuso al 30 giugno di due anni fa,
il cda dellInter «non ha proceduto ad alcuna svalutazione della partecipazione,
iscritta a bilancio a 2.550 migliaia, non ritenendo tali perdite di natura durevole sulla
base del valore della società stessa, tenuto conto del valore del marchio, del bacino di
utenza e del parco giocatori». Le speranze della società nerazzurra si sono infrante
nellesercizio successivo, quando a causa delle perdite elevate ha dovuto
'retrocedere' completamente il valore della quota detenuta nella società ligure.
Nellultimo bilancio approvato si notano anche due altre partecipazioni di
consistenza economica limitata, per complessivi 105mila euro: si tratta del 5% nellOlimpia
Basket srl (meglio conosciuta come Armani Jeans), di appena 60mila euro. Di valore più
limitato è quella detenuta nel Consorzio Acquedotto La Pinetina: 19,5% pari a un 45mila
euro. Riguardo allacquisizione del controllo esclusivo dello Spezia Calcio, lAutorità
Garante della Concorrenza e del Mercato aveva aperto nel gennaio 2005 un procedimento
istruttorio nei confronti dellInter. Secondo la documentazione presente sul sito
internet dellAuthority, il garante aveva ipotizzato «la violazione dellobbligo
di comunicazione preventiva delle operazioni di concentrazione». Sempre secondo lorganismo
amministrativo, loperazione era stata «realizzata nel novembre 2004». Il
procedimento si era concluso il 27 aprile dellanno scorso, quando il presidente
Antonio Catricalà aveva ordinato allInter «di pagare, quale sanzione
amministrativa per la violazione accertata, la somma di euro 5.000 per la mancata
comunicazione dellacquisizione del controllo esclusivo di Spezia Calcio 1906 srl».
In seguito, la società nerazzurra ha deciso di cedere una consistente parte dellazionariato
detenuto nello Spezia. Le trattative sono condotte con limprenditore calabrese (ma
residente a Reggio Emilia) Giuseppe Ruggieri, amministratore unico della Italcantieri spa
(posseduta in passato da Silvio Berlusconi) ed ex proprietario e ex presidente della
Sanremese, con interessi di tipo edilizio in Liguria. LItalcantieri, stando allultima
visura disponibile presso la Camera di Commercio ha sede a Lacchiarella (presso Milano) e
ha un capitale sociale di 5 milioni. Loperazione, stando al documento contabile
interista, ha comportato ai primi di luglio 2005 la vendita allItalcantieri del 60%
della società ligure, al valore di 3,3 milioni: Ruggieri ha anche assunto la presidenza
del club spezzino. Poco dopo, lItalcantieri ha girato questo pacchetto alla sua
società (posseduta al 100%) Gestioni Sportive e Immobiliari di Reggio Emilia, che secondo
le visure è una srl con 10mila euro di capitale: Ruggieri ne è lamministratore
unico. LInter è rimasta ancora azionista dello Spezia con il 38,67% del capitale.
Sembrerebbe quindi che tutto finisca qui, con la cessione del pacchetto di controllo dello
Spezia: e invece no. Infatti, scorrendo le ultime visure disponibili della Camcom sulla
catena di controllo di Italcantieri si ha una sorpresa. La società milanese è posseduta
al 95,6% dalla Matutia Holding, srl con sede a Stradella (Pavia) con 100mila euro di
capitale: anche qui, Ruggieri compare come amministratore unico. A sua volta, la Matutia
ha due principali azionisti: la controllante Ruggieri Immobiliare srl (capitale sociale
10.400 euro) al 65% e la Mava Immobiliare (10mila) al 32,5%. Giuseppe Ruggieri è il
procuratore speciale della prima, che ha come attività «la compravendita di beni
immobili dal 1/5/1992: una sua familiare, Anna Ruggieri, ne è lamministratore
unico. Questultima ricopre il medesimo incarico societario anche nella seconda srl,
che è attiva nella «locazione, vendita di beni immobili propri, sublocazioni dal
23/5/2002». La Ruggieri Immobiliare e la Mava Immobiliare hanno due elementi in comune:
il primo è lo stessa sede di Reggio Emilia. Fin qui, nulla di strano: ma è il secondo
elemento che costituisce la sorpresa. In ambedue, il loro azionista di controllo si
nasconde dietro la Fiduciaria Emiliana, anchessa con sede a Reggio Emilia. In
particolare, la fiduciaria detiene per conto terzi il 99% sia della Ruggieri Immobiliare
che della Mava Immobiliare: Anna Ruggieri ne possiede l1% di entrambe. E chi
potrebbe essere 'lazionista mascherato'? Non è dato saperlo, a causa dellintestazione
fiduciaria: si può ipotizzare allo stesso Ruggieri o chissà forse chi altro.
E lennesimo mistero dellitalica pedata. Insomma, nel caso dello Spezia
siamo davanti a una catena di controllo che termina con una fiduciaria. Con il 'velo'
posto da questultima si aggira il divieto imposto allarticolo 16 bis delle
Noif, ossia «non sono ammesse partecipazioni o gestioni che determinino in capo al
medesimo soggetto controlli diretti o indiretti in società appartenenti alla sfera
professionistica o al campionato organizzato dal Comitato Interregionale». La norma è
molto restrittiva, al punto da chiarire che «un soggetto ha una posizione di controllo di
una società o associazione sportiva quando allo stesso, ai suoi parenti o affini entro il
quarto grado sono riconducibili, anche indirettamente, la maggioranza dei voti di organi
decisionali ovvero uninfluenza dominante in ragione di partecipazioni
particolarmente qualificate o di particolari vincoli contrattuali». In altre parole, se
per pura ipotesi dietro alla Fiduciaria Emiliana, posta a capo della catena di controllo
dello Spezia, si nascondesse Massimo Moratti, socio di riferimento dellInter che ha
venduto il pacchetto di controllo del club ligure, ciò sarebbe vietato dalle Noif.
Analogo caso sarebbe se dietro alla fiduciaria si nascondesse la Fininvest di Berlusconi,
che possiede la quasi totalità del Milan. Il regime del Codice di giustizia sportiva
contempla sanzioni a carico delle società (previsto allart. 13) e dei loro
dirigenti e soci. Per i club si va dalla minima 'pena' dellammonizione, sino allesclusione
dal campionato di competenza, con conseguente retrocessione alla serie inferiore: nel caso
della conquista del titolo di campione dItalia, può essere revocato. Il Codice
prevede anche per i club «la non ammissione o esclusione dalla partecipazione a
determinate manifestazioni». Per i dirigenti e gli azionisti, larticolo 14 del
Codice prevede la sanzione lieve dellammonizione, sino ad arrivare allinibizione
temporanea o la squalifica a tempo determinato sino a un massimo di cinque anni. Nei casi
più gravi è stata prevista «nei confronti del dirigente, socio di associazione o
tesserato, la preclusione alla permanenza in qualsiasi rango o categoria della Figc». Le
'punizioni' ci sono e sono anche severe. Tuttavia sembrano moltiplicarsi i casi di
mascheramento dietro fiduciarie dei padroni del calcio: ma alla Covisoc, deputata ai
controlli di rito, e in Figc lo sanno? Non sarebbe il caso di aggiornare larticolo
16 bis delle Noif?