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QUESTIONE DI STILE

Nella Pavia calcistica dell'era Calisti si è sempre agito con intelligenza e oculatezza.
Per questo motivo, la notizia dell'esonero di Torresani è giunta tra l'incredulità e lo sgomento di molti.
In altre piazze una decisione del genere sarebbe stata accolta tra l'indifferenza e qualche sbadiglio.
A Pavia no.
A Pavia, fino allo scorso anno, ogni componente societaria si è sempre assunta le proprie responsabilità: il Presidente che stanzia il budget, il DS che si occupa del mercato, il mister che schiera la squadra, i giocatori che rendono sul campo.
La decisione di ieri 28 dicembre 2006 è una mossa che non comprendiamo e che intuiamo come scaricamento di responsabilità verso chi ha meno "colpe" di tutti.
Un mercato condotto senza capo nè coda, un DS (Zocchi) che se ne va a metà luglio sostituito da un ex-giocatore (Tarantino) che aveva ancora un anno di contratto e non si sapeva dove piazzare.
Le cessioni di Sciaccaluga e Chianese, ancora sotto contratto a Pavia, senza ricevere un euro in cambio (quella della punta avvenuta all'ultima ora dell'ultimo giorno di mercato e mai rimpiazzato).
I benserviti a Preite, Fasano e La Cagnina, gente di categoria che, col senno di poi, sarebbe servita come il pane.
Una nuova squadra costruita con pochi soldi e sopratutto male assortita che già alle prime uscite aveva mostrato limiti e difetti, mai corretti.
Non sappiamo quale allenatore avrebbe potuto ottenere risultati in queste condizioni.
Il licenziamento di Torresani non è solo un esonero come ne avvengono tanti in Italia. E' la fine di uno stile, di una coerenza di comportamento che ci aveva contraddistinti come unico esempio, nell'Italia calcistica, di serietà e coerenza.
Torresani a Pavia ha portato signorilità, competenza, umanità. Doti che hanno dato lustro di riflesso anche alla società e a Pavia sportiva. Non si è mai attaccato a sviste arbitrali o a fattori esterni per giustificare le sconfitte, ha sempre ammesso i propri errori, laddove ne sono stati commessi (pochi) in questi anni.
Torresani ha trasformato dei ragazzi inesperti in calciatori, ha insegnato a tanti come giocare e come stare in campo. Era ben voluto e apprezzato dall'ambiente.
Non giudichiamo l'allenatore che lo sostituirà, ma siamo convinti che un Signore a modo e onesto come il buon Marco da Cremona non lo troveremo più.
A tal proposito sottoscriviamo pienamente le parole di Bandirali lette sulla Provincia Pavese di oggi 29 dicembre che, ancora una volta, si dimostra grande uomo oltrechè bravo calciatore e ottimo professionista.
Nel contempo, ci auguriamo che i giocatori prendano coscienza di ciò che hanno contribuito a provocare. Chiediamo quindi che dimostrino maggiore impegno sul campo, in modo che questa scelta dolorosa possa quantomeno produrre miglioramenti sul piano dei risultati.
Da parte nostra ci sembra doveroso ringraziare Torresani per questi anni passati a Pavia. Senza alcuna considerazione di circostanza, ma con la schiettezza che distingue noi gente della Bassa, desideriamo esprimere innanzitutto riconoscenza e gratitudine ad un allenatore che, anche a noi tifosi, ha insegnato molto e verso il quale ci sentiamo ancora profondamente in debito.
Grazie Marco!