RICCO E MALATO QUESTO CALCIO VIVRA' ANCORA...
Repubblica — 09 giugno 1985 pagina 24 sezione: SPORT
BENE: adesso che tutti ci hanno spiegato cos' è il calcio, anche noi possiamo
riparlarne. Prima, l' impressione era che si parafrasasse Anatole France: una
cosa troppo seria la guerra per lasciarla gestire ai militari. E non dico lo
sdegno di qualche strano laureato di provincia, nel trovar "aperto" il giornale
della strage di Bruxelles da un volgare giornalista sportivo. Il quale ha
persino scritto, pensa te, che nel veder infierire quegli inglesi scatenati sui
poveri italianuzzi della curva Z, si è sentito rampollar dentro le rabbie messe
a giacere in noi giovani durante il bieco ventennio. Ho steso quelle sessanta
righe in non più d' un quarto d' ora. Per riuscirvi, ho dovuto vincere il
raccapriccio che via via si dilatava dentro tutti noi. Benchè la gran parte dei
miei servizi serali sia stata fatta a braccio, cioè senza scrivere un rigo, non
ho mai pensato di essere un fulmine di guerra. Debbo comunque assicurare agli
sdegnosi laureati di provincia che non penso vi sia molta gente, domi bellique,
in grado di far altrettanto presto, e onesto, in quella bolgia dannata. Quanto
alla categoria degli scriptorum desportivorum, se quei bravi laureati di
provincia fossero anche un tantino culti, saprebbero che il primo è stato Omero
e uno degli ultimi Ernestone Hemingway: non l' ultimo per fortuna. IL PARERE DI
ALLODI PER COMPIACERE Giorgio Ghezzi da Cesenatico, Italo Allodi, Franco Manni,
Alberto Rognoni ed io prendiamo parte a una serata del Rotary Club Cesena.
Ospiti del Rotary anche i "napoletani" Ottavio Bianchi e Marino, nuovo
allenatore il primo, nuovo manager il secondo. Agli inviti di Fabbri, il
presidente, ciascuno di noi dice la sua. Il solo Manni, che garantiva a Milano
di non aver risalito il Po nella piroga di suo nonno, si è compiaciuto di
ricordarci che i nostri argomenti erano vecchi da almeno trent' anni: "Fin da
allora, ha detto Manni, ho sentito spropositare che il calcio era destinato a
rovina: invece siamo ancora qui, e tutti in auto di marca". Alberto Rognoni ha
molto maltrattato Manni per questa impertinenza. Quello che per primo ha
incominciato a parlare e scrivere di bancarotta è stato lui, probo editore del "Guerin
Sportivo". Italo Allodi, lui ha solo confermato che lo svincolo e gli stipendi
selvaggi manderanno in malora tutte le società ad eccezione del Napoli, della
Roma e del Milan, che potranno avvalersi di pubblici senza eguali - per numero -
in Europa. E la Juventus? E l' Inter? Allodi ha inarcato le sopracciglia, un po'
meno bionde dei capelli, ed ha insistito: "Mi spiace per loro, ma non hanno un
pubblico sufficiente". Aspettiamoci allora di vedere alla bancarotta anche le
due più illustri società del nostro calcio. Personalmente, ci credo poco.
Esistono i presidenti, i mecenati. Non riesco a vedere don Giovanni Agnelli in
brusco con la sua Juventus, di cui affermano i maligni che sia ormai diventato
Direttore Sportivo. Sento amici di Boniperti deplorare l' occasione da lui
mancata di andarsene, come avrebbe dovuto appena dopo Bruxelles. Sento altri
insinuare che Allodi abbia ricevuto una delle solite mattiniere telefonate di
don Giovanni: "Cavo Allodi (almeno una erre ci vuole), le pvopongo un affave che
io stimo intevessante per me quanto per l' ingegnev Fevlaino: mi stia ben a
sentive: io le mando Bonjek, Vossi e Tacconi per divettissima; voi mi mandate
Mavadona e non un soldo di più". Allodi connette a fatica: per lui è troppo
presto, decisamente appartiene ai vagotonici della mia specie. Così traccheggia,
risponde che il progetto è interessante ma lui, pover' uomo, non è certo il
padrone: lui può solo riferire all' ingegnere Ferlaino... Don Giovanni si
spazientisce un poco: s' indovina dall' arrotarsi più smerigliato delle erre:
tuttavia è troppo signore per manifestare il proprio disappunto con uno che si
dichiara, per mera astuzia, un umile dipendente. La risposta precisa di Ferlaino
non è nota. Io ne vedo le palpebre strizzate del furbo, il labbro inferiore un
po' tumido, ma piegato come esige un modico sarcasmo. "Avvocato, buongiorno. Mi
ha riferito Allodi...". Il resto è Mavadona. E credo che don Giovanni sia
fortunato anche in questi fantasiosi insuccessi: perchè vorrei tanto sapere da
lui - posto naturalmente che ne fossi degno - chi correrebbe nel centrocampo
della Juventus, se i due interni si chiamassero Maradona e Platini. UN TORNEO D'
ESTATE SENTO senza annotare e posso sbagliarmi (la memoria declina secondo la
legge dell' agnello): a Milano verrà organizzata da Inter e Milan una Coppa
intitolata ai nomi di Moratti e Rizzoli: le squadre invitate a disputare il
breve torneo saranno l' Inter, il Milan, il Flamengo (senza Zico, che andrebbe
in prigione?) e il Pearol. I giorni, quelli della canicola più oscena: il 12 e
il 14 agosto. San Siro verrebbe gremito dai brianzoli, che vivono in terre
fresche, e dai pochissimi caccia-bauscioni rimasti in città. Per fortuna, i
brianzoli sono ricchissimi. QUELLA ITALIA IN TELEVISIONE ASSISTO a
Italia-Inghilterra in casa di Franco Maggiorelli, consigliere dell' Inter con
modicissima quota di 200 kape. Il suo schermo è di quelli detti giganti, alto
più d' un metro e lungo quasi uno e mezzo. Le possibilità di godimento visivo
sono uniche. Il solo Ottavio Missoni, celebre per aver fatto altrettanto sotto
il trapano del dentista, si abbandona a fervidi sonni. Gli altri, intentissimi,
seguono le fasi di una partita il cui titolo potrebb' essere ispirato a Nagana,
la malattia trasmessa dalla mosca tsè-tsè. E' giusto riflettere, tuttavia, che
lo stadio Azteca di Città del Messico sorge a 2250 metri sul livello del mare e
che in certo modo il Messico è l' abbaino del pianeta Terra. Gli azzurri hanno
già giocato a Puebla, dove ho sofferto fino al Nagana un incredibile e combinato
Italia-Uruguay (nel ' 70). La gente era poca sugli spalti, però mestizia e
maligna molto nei denti felini e negli occhi. Una volta che il pallone venne
scagliato fuori, la gente non lo volle più restituire. Puebla sorge a 2750 metri
di altura, come Toluca, dove il Messico, meno abituato all' altura, perdette 4-1
con l' Italia. Questa volta il Puebla ha costretto la nazionale mundial de
Italia a un mediocre 1-1. Poi c' è stato - all' Azteca - Messico-Italia, con un
altro 1-1. Adesso, questo Nagana con gli Inglesi, che sono al primissimo
ambientamento e soffrono il caldo. Il sole è a picco. Il calcio viene caminado,
non certo bailado come tanto gradiscono i sudamericani. La gente si spazientisce
e fischia a partire dal 17' . Si capisce che in campo cercano di non picchiarsi
e vi riescono proprio perchè si cammina. I soli che non si trattengono da nulla
sono il bergorusso Vierchowod, alle prese con il compagno di squadra Francis, e
il siculo-romagnolo Bagni, alle prese con Robson e chiunque si permetta di
assumere iniziative. Il derelitto Wilkins, da me solitamente ammirato, sbaglia
uno dopo l' altro in out cinque lanci o aperture diagonali. Il primo tempo è
Nagana. Il secondo vede boccheggiare gli inglesi e svegliarsi un tantino gli
azzurri, animati da Cabrini e da Fanna. L' ineffabile Bagni vorrebbe tanto
picchiare Hateley, che è fedele al proprio nome (Odiosi) e gli appioppa una
gomitata sui lunghi incisivi superiori. Li divide Wilkins (andiamo, gentlemen!).
Bagni si vendica battendo dal vertice destro un tiro-cross con lieve attrito sul
collo esterno destro: la palla è viziata in senso destrorso e s' infila
spiovendo nel sette alla destra di Shilton, che somiglia a Bancks come io
somiglio a Gary Cooper. L' entusiasmo della panchina italiana mi sorprende
piacevolmente (in verità pensavo a una combine politica, dunque saggia); il
pareggio di Hateley ancora di più (bellissimo lo scatto a incornare). Propendo
per un salomonico pareggio. Macchè!: l' arbitro messicano taglia in due il
bambino e dà la parte più grossa all' Italia. Vierchowod chiede triangolo ad
Altobelli, che eccezionalmente glielo concede: scatta Vierchowod e qualcuno alle
spalle lo sgambetta. L' arbitro dice rigore. E' un guastafeste che aspira a
essere protagonista. In effetti modifica il libro d' oro degli incontri
Italia-Inghilterra. Altobelli segna dal dischetto e fa 2-1. Affranti, noi ci
spostiamo dallo schermo gigante e giochiamo a briscola in 5, che secondo me è un
gioco molto più bello e incivile del bridge. La posta è di lire mille a partita:
di tutti quanti giocano e assistono al gioco, nessuno vuol credere che il gol di
Bagni non sia stato casuale. Eppure Bagni è un istintivo: riesce difficile
pensare che le sballi con tanta pervicacia. In Bagni, il C.T. Bearzot si illude
di aver ritrovato Maultier Benetti. Magari gioca anche meglio, però, attenzione,
ha anche meno freni inibitori, e gli arbitri lo sanno. - di GIANNI BRERA