STRISCIONI "PERICOLOSI"
6 Aprile 2006
A essere sinceri, che questa sarebbe stata una
stagione difficile lo avevamo compreso ad agosto, quando, tra lo
sbigottito e il preoccupato, avevamo, per così dire, intuito la deriva che
ci aspettava. E, mentre, la maggior parte di noi intravedeva la bassa
classifica, la società, nelle interviste, evidenziava un futuro roseo da
playoff (intervallo di Pavia-Cremonese), malgrado lo smembramento della
squadra.
Da quella partita di tempo ne è trascorso e di episodi ne sono accaduti
molti (anche molto esterni al “nostro” calcio).
Nell’intervista pubblicata il giorno 6 aprile su questo quotidiano abbiamo
letto che c’è un progetto e di questo non possiamo che rallegrarcene;
questo significa che i giovani non saranno più in prestito, ma di
proprietà.
Abbiamo letto che la C1 è la nostra serie A;
preoccupa che, per analogia, la C2 sia la nostra serie B.
A parte i sassolini che talvolta è un sollievo togliersi, veniamo al
divieto degli striscioni, sui quali sarebbe divertente raccogliere tutti
gli aneddoti vissuti in questi anni.
La decisione che ha preso la società, sulla quale possiamo, come sempre,
dissentire in modo civile e pacifico, ci è sembrata un pochino “mirata”.
Chi frequenta gli stadi (e non scrive i decreti sul calcio) e chi
frequenta il nostro stadio ha visto quali sono gli unici striscioni
presenti la domenica e non si è fatto altro che cogliere l'occasione.
In merito vorremmo sottolineare che:
- il decreto era valido fin da Pavia-Pro Patria.
Ligi alle regole (come ben sappiamo ogni volta che
dobbiamo tradurre il nostro "Povar ma gnuc", mentre ci vediamo comparire
uno striscione di insulto nei confronti di Morgia durante Pavia-Grosseto e
non succede nulla), abbiamo inviato in società richiesta valida per tutta
la stagione sportiva 2006-2007, ottenendone l'ok, anche se NON con
risposta scritta come, invece, prevede la Legge. Ci siamo presentati allo
stadio alle ore 13.45, ma siamo potuto entrare solo alle 14.20. Domanda:
chi ha rispettato il decreto? Noi o la società?
- all'atto pratico, l'unica cosa che a Pavia verrà fatta per debellare la
violenza dallo stadio è impedire l'ingresso al nostro striscione. Ci
sarebbe da ridere per non piangere.
- gli insormontabili problemi burocratici addotti a scusante da Calisti
sono risolvibili: basta la volontà di farlo, considerando anche il numero
veramente esiguo di richieste.
- la Zuppa ha sempre sostenuto la squadra, con stile, colore, passione e
ironia. Lo faremo sempre, ma questi episodi minano pesantemente il nostro
amore infinito verso il Pavia e la speranza di un calcio pulito e a misura
di famiglia.
Sulla sicurezza degli striscioni: quello nuovo è nel medesimo materiale di
quelli pubblicitari. Per i due di stoffa, gli unici realizzati in questo
materiale nella storia mondiale del calcio, invece, potrebbero non essere
a norma (scusateci).
Siamo noi, a questo punto, a chiedere a chi deve tutelare la nostra
sicurezza se:
- accedere allo stadio transitando davanti alla curva ospite o in mezzo ai
tifosi ospiti sia a norma
- se il muro posto dietro alla Sud sia in altezza e struttura sicuro
- se le poltroncine bianche siano ignifughe
- se e quando si provvederà a reintegrare le poltroncine mancanti dalla
scorsa estate
- se verranno sistemati i gradoni che si sgretolano
Quello che ci è sembrato positivo è il punto di incontro che sembra
essersi trovato tra la Società e il Comune, anche perché a causa
di ripicche incrociate potremmo ritrovarci in C2.
Zuppa alla Pavese