Crea sito

"Il Tato ha detto addio"

La Provincia Pavese, martedì 26 febbraio 2008

 

Il ricordo di Arturo Gerosa.

Non posso chiamarti maestro, lo so, non ti piacerebbe, allargheresti le braccia e sbuffando ti darebbe un fastidio insopportabile.Ma devo farlo e lo faranno sicuramente tutti quelli che ti hanno conosciuto e che hanno imparato che con te non esistevano i superlativi, i miti, le parolone e tutto ciò che si discostava dalla semplice quotidianità di uno zero a zero ben fatto conquistato senza far “incannare” gli avversari. Per te i vincitori non erano Tomba, Oscar o Maradona ma chi sapeva essere umile e si dileguava in silenzio nella nebbia con la bicicletta come facevi tu, a te piacevano i perdenti, perchè nella sconfitta forse si impara a vincere. Ti arrabbiavi, e tanto, quando ti chiedevano l’età, e facevi bene perchè tu sei sempre stato giovane per tutte le generazioni a cui hai insegnato lo sport di vivere, la voglia di stare sul campo o attorno ad un tavolo per un altro valzer di aneddoti e di bicchieri. Eri così giovane che ormai dovevi sempre dare la colpa a me quando tornavi tardi e tua moglie borbottava. In questi ultimi anni ti portavo con me nelle amichevoli del giovedì, partivo con le paure della classifica, i problemi della squadra, tornavo sempre con la tranquillità e la gioia di chi trova il piacere di fare questo mestiere, di annusare ogni giorno l’erba del campo e di trovare sempre tra le tasche un pezzetto della tua esperienza. Domenica in pullman io e Marchetti abbiamo raccontato di te alla squadra, era tanto che non ti vedevamo seduto ai bordi del campo Mascherpa, quasi fosse un presagio. Forse non hai fatto in tempo a saperlo ma domenica abbiamo fatto 0 a 0, proprio come piaceva a te.
Ciao Omone, ti prometto che non dirò a nessuno la tua età. Che la terra ti sia lieve sopra...

Arturo Gerosa