VALENZANA - PAVIA- 2 - 2
VALENZANA (4-2-3-1): 1 Di Gennaro; 2 Arvia, 5 Vettori, 6 Caidi, 3 Barabino; 4
Riva, 8 Zagaglioni; 7 Fumarolo (8’ st 16 Biava), 10 Redomi (29’ st 14 Brizzi),
11 Caponi; 9 Chiaria (12 Barberis, 13 Aliboni, 15 Gamma, 17 Gronchi, 18 Alberti).
All. Rodolfi.
PAVIA (4-4-2): 1 Serena; 2 Donato, 5 Acerbi, 6 Fogacci, 3 Todeschini; 7 Andriulo
(35’ st 13 Caracciolo), 4 Bonacina, 8 Menicozzo, 11 Chiarotto (41’ st 17 De
Vincenziis); 9 Longobardi (30’ st 18 Campolonghi), 10 Carbone (12 Cantele, 14
Gatto, 15 Cattaneo, 16 Brighenti). All. Mangone.
ARBITRO : Intagliata di Siracusa.
RETI : pt 17’ Carbone; st 33’ Chiaria, 38’ Caponi, 46’ Caracciolo.
NOTE : ammoniti Donato, Chiaria, Todeschini, Menicozzo, Caidi; espulso al 35’ st
Fogacci.
Brivido Pavia, alla fine è 2-2
la Provincia Pavese — 28 aprile 2009
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VALENZA. L’ultimo brivido lo
provoca al 3’ di recupero lo scatenato Chiaria, che scheggia il palo alla
destra di Serena. Ma il 3-2 sarebbe stata punizione eccessiva per un Pavia che
per tre quarti di gara si è illuso di poter disporre a proprio piacimento
della Valenzana, sotto di un gol e dominata sul piano del gioco. Invece in 6’
di inspiegabile black out, fra il 33’ e il 38’, gli orafi hanno ribaltato la
situazione, spingendo la squadra di Mangone, in dieci per l’espulsione di
Fogacci, sull’orlo del baratro. Ci ha pensato Caracciolo, con una zampata in
mischia, a riacciuffare un pari che tiene gli azzurri un punticino sopra la
stessa Valenzana, ma in una situazione comunque drammatica. Se il campionato
finisse ora, il Pavia dovrebbe contendere al Pizzighettone, nella mattanza dei
play out, il diritto alla permanenza in 2ª divisione. Restano però tre
partite, 270’ di passione per sperare nella benedetta-maledetta salvezza
diretta. Montichiari, al Fortunati, Ivrea e Sambonifacese di nuovo in casa.
Una stagione in tre partite, tre montagne da scalare contro squadre che, per
un verso o per l’altro, non ti regaleranno nulla. Mangone lo esclude, ma
appare evidente il contraccolpo psicologico accusato dal gruppo azzurro in
seguito alla penalizzazione. Quei 5 punti in meno hanno retrocesso un Pavia
che sognava i play off, ai margini della zona rovente, e da quel momento la
squadra ha smarrito tutte le sue sicurezze. Due pareggi, due sconfitte, un
ruolino di marcia da play out. Eppure il Pavia visto a Valenza può
recriminare innanzitutto nei confronti di se stesso, perchè per 70’ abbondanti
ha avuto la partita in mano e poi se l’è fatta scivolare via in un fazzoletto
di minuti che potrebbero avere un peso specifico rilevante sull’economia
complessiva del campionato azzurro. Un Pavia padrone del campo nel primo
tempo. Longobardi, terminale avanzato della manovra d’attacco, si fa vivo già
al 2’ e replica al 6’. Chiarotto e Andriulo spingono sulle fasce, Bonacina in
mezzo non sbaglia un pallone, mentre Serena trascorre 45’ di assoluta
tranquillità. La squadra di Mangone, che a tratti si concede perfino un po’ di
accademia, coglie il frutto della sua superiorità al 17’ con Benny Carbone,
che su sponda in area di Longobardi, non lascia scampo a Di Gennaro con un
preciso sinistro. Il gol dell’1-0 scalda i cuori dei tifosi azzurri che
sfidano la pioggia sempre più fitta sulla gradinata scoperta. Il Pavia
potrebbe e dovrebbe cercare il raddoppio per chiudere il discorso, ma se si
eccettua una conclusione di Carbone al 40’ sulla quale l’estremo di casa si
salva con i pugni, non crea altre occasioni pericolose. Ripresa. La pioggia
non dà tregua. Rodolfi spedisce nella mischia lo sgusciante Biava, per
vivacizzare la manovra. Nessun cambio nel Pavia. Proprio Biava, al 16’, su
passaggio filtrante di Caponi, si presenta solo davanti a Serena, che devia la
conclusione di quel basta per far sbattere il pallone sulla traversa. E’ un
campanello d’allarme. La Valenzana cresce, capisce che il Pavia è calato e si
getta in avanti. Todeschini al 32’ si immola e devia in angolo il tiro a botta
sicura di Chiaria. Sono le prove generali del pareggio, che arriva 1’ più
tardi: Serena sbaglia l’uscita su un lancio di Barabino e Chiaria lo beffa. Il
Pavia sbanda e al 35’ rimane in dieci: il pasticcio lo combina Fogacci, che
scaraventa a terra Caponi, per l’arbitro è rosso diretto. L’incubo azzurro si
completa al 38’, quando Caponi lasciato colpevolmente solo in area, raccoglie
un cross del solito Biava e insacca: 2-1. Un gol che premia il cuore della
Valenzana e sembra punire oltremisura un Pavia forse troppo presuntuoso. Ma
nel finale si ripete a parti rovesciate il copione del primo tempo: l’inerzia
è tutta per i rossoblu, che però non sanno amministrare il prezioso vantaggio
e la superiorità numerica, e al 46’ sono puniti da Caracciolo che su corner
trova la stoccata vincente, favorito dalla dormita dei difensori. Poi c’è
spazio solo per il legno scheggiato da Chiaria. Finisce 2-2. Giusto così. Un
punto piccino piccino che serve poco ad entrambe. La classifica, ora, condanna
ai play out sia il Pavia che la Valenzana. Ma c’è ancora tempo e modo per
sperare. - dal
nostro inviato Roberto Lodigiani
E Omodeo recrimina
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VALENZA. Alberto Omodeo,
vulcanico patron della Valenzana, non perde mai l’occasione per lanciare
battute di spirito, nemmeno dopo aver gettato alle ortiche una vittoria che
sembrava fatta. «Carbone ha fatto un taglio come non se ne vedono nemmeno in
Prima divisione - esclama il presidente - Del resto lui arriva dalla Champions,
i nostri invece da squadre Primavera». Poi fa il suo vaticinio: «Si decide
tutto agli ultimi minuti del campionato, nella lotta sono dentro tutte fino ai
36 punti. Contro il Pavia abbiamo disputato un tempo scadente e l’altro
eccellente, abbiamo perso due punti e mezza corsa per la salvezza diretta. Per
vincere non ci sono bastati due gol, perché abbiamo preso un palo, una
traversa e ci è stato negato un rigore su Biava». Riccardo Riva guarda la
classifica aggiornata. Poi sbotta: «In otto giorni abbiamo regalato tre punti
al Varese e altri due al Pavia, ora si rischia grosso, forse nemmeno sette
punti nelle ultime tre partite bastano per la salvezza. Non siamo più nel
settore giovanile. Abbiamo disputato un gran secondo tempo, sembrava fatta e
invece...». Un secondo tempo in cui la Valenzana ha annichilito via via il
Pavia con l’inserimento di Biava, in parte di Brizzi e la crescita di tono di
Caponi, di certo alle prese con un terreno che non lo favoriva, leggero com’è.
Manuel ha vinto l’Oscar per le migliori scivolate, ma ha anche procurato
l’espulsione di Alessandro Fogacci ed è stato devastante in attacco. «Certo,
il campo non era adatto alle mie caratteristiche - ammette Caponi - Il Pavia
ci ha messo in difficoltà sulle palle alte su cui loro sono molto bravi».
«Un punto guadagnato, ma quanti rimpianti»
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VALENZA. Amedeo Mangone si
tiene stretto il pareggio («Punto guadagnato? E’ chiaro che è così»), ma non
nasconde il rammarico per quel primo tempo dominato senza riuscire a
concretizzare la superiorità sulla Valenzana, al di là del golletto di Carbone
che non ha messo gli azzurri al riparo dalla veemente reazione orafa nella
ripresa. «Abbiamo molti rimpianti - dice il tecnico del Pavia - Soprattutto
nel primo tempo e anche nella ripresa, almeno fino al gol del pareggio della
Valenzana, il pallino del gioco lo abbiamo sempre tenuto in mano noi».
L’espulsione di Fogacci? Il fattaccio, con Caponi che crolla a terra
strattonato dal difensore azzurro, è avvenuto a pochi passi dalle panchine.
«Francamente non ho visto - spiega Mangone - Ero girato, pensavo che fosse
stato ammonito Donato e che toccasse a lui uscire dopo il secondo giallo». La
salvezza? «Nulla è compromesso, dovremo cercare di fare più punti possibile.
Conforta, comunque, il sostegno del pubblico, che ci ha seguito fin qui e ci
ha sostenuto sino alla fine, dimostrando grande attaccamento ai colori e di
credere nella nostra forza». Longobardi? «Ha fatto benissimo, ha giocato
sempre al servizio della squadra. L’ho sostituito a un quarto d’ora dal
termine perchè aveva speso molto ed era stanco». Mangone esclude
categoricamente che il Pavia abbia ancora accusato tensione e nervosismo per
la penalizzazione: «No, il -5 non ha assolutamente pesato». Il mister azzurro
non si dice preoccupato per le assenze di Fogacci e Todeschini, entrambi
destinati alla squalifica, nella sfida-chiave di domenica al Fortunati con il
Montichiari: «Mancheranno loro, ma chi li sostituirà farà fino in fondo il
proprio dovere». Paolo Rodolfi è sconsolato, la sua Valenzana ha sprecato
doppiamente la chance del sorpasso ai danni del Pavia, concedendo il 2-2 e poi
fallendo il 3-2 con quel palo scheggiato da Chiaria nell’ultimo dei tre minuti
di recupero. «Abbiamo disputato un pessimo primo tempo, in cui non abbiato
attuato quanto avevamo preparato - spiega il mister orafo - Avevamo soggezione
del Pavia. Nella ripresa invece abbiamo cominciato a far girare palla a terra
e fatto i tagli che chiedevo, creando situazioni importanti». Ora siete
davvero inguaiati. «Abbiamo compromesso la gara e poi l’abbiamo raddrizzata -
osserva Rodolfi - Ma nel finale, come ogni volta, abbiamo commesso distrazioni
che non vanno bene e che non sono giustificabili con la giovane età. Ormai è
inutile fare tabelle, resta il rammarico di aver raccolto un solo punto contro
Varese e Pavia, quando avremmo potuto e dovuto realizzare molto di più». Com’è
possibile, in superiorità numerica, lasciare smarcato un giocatore che
realizza il 2-2? «Sul 2-1 speravamo che la gara fosse chiusa, era inutile
andare a cercare il terzo gol. Loro psicologicamente erano ormai a terra».
C’era il rigore su Biava, oppure ha visto giusto l’arbitro assegnando la
punizione al Pavia? «Non so, sicuramente avevamo creato un’occasione
importante che andava concretizzata». (r.lo.-a.m.s.)
Senza Titolo
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Valenzana a due facce. «Non mi
spiego il nostro primo tempo - aggiunge Riva - in cui siamo stati timorosi e
impacciati. Nella ripresa abbiamo tirato fuori la grinta». Caponi, dopo aver
siglato il 2-1, è corso sotto la tribuna, si è arrampicato alla rete di
recinzione, e ha incendiato il pubblico. In quel momento gli orafi pensavano
di avere in mano la partita. E invece è arrivata la doccia fredda. «Non siamo
stati svegli su una palla inattiva, abbiamo commesso una disattenzione
difensiva - ammette Caponi - Peccato, perché avevamo segnato due gol con belle
azioni. Già a Varese mi ero illuso, dopo il vantaggio pensavo che la salvezza
fosse vicina. Eppure abbiamo dimostrato anche con il Pavia di avere qualità,
ribaltando il risultato contro una buona squadra che senza penalizzazione
sarebbe molto più su in classifica». Raffaele Biava recita il mea culpa:
«Nelle ultime 5-6 partite abbiamo buttato via troppi punti. Pecchiamo di
personalità e lo abbiamo dimostrato nel finale: un’altra squadra avrebbe
smesso di giocare e lanciato palloni in tribuna. Doveva essere la partita
della svolta e non l’abbiamo sfruttata». L’ingresso dell’esterno ha dato la
scossa a una Valenzana assopita: «Sto bene fisicamente e ho cercato di dare il
mio contributo». Angelamaria Scupelli